Segno del mese: Leone
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In psicosomatica esistono due grandi apparati di “comunicazione” :
-
il primo
è quello legato al sistema nervoso che simboleggia lo scambio di informazioni
tra il centro e la periferia: si tratta di informazioni da ascriversi alla zona
di scambio intellettivo. Quando ci sono problemi sul sistema nervoso questo sta
ad indicare che c’è una difficoltà nella comunicazione, nella socializzazione e
nell’interazione a questo livello; questo è rintracciabile nell’asse
Gemelli/Sagittario e nei suoi pianeti;
-
il
secondo invece è legato appunto all’asse Leone/Acquario e rappresenta invece la
comunicazione e l’interazione affettiva. Sa sempre infatti il sangue è visto
come il nostro “temperamento affettivo” e, in questo caso, si tratta dello
scambio su questo piano. Ragion per cui se ci sono problemi su questo apparato
le difficoltà sono piuttosto da leggersi in quest’ottica.
-
Come abbiamo sottolineato nell’introduzione l’apparato
circolatorio e il suo massimo rappresentante “il cuore”, sono molto ben
rappresentati dal segno del Leone (cuore e circolazione arteriosa) e dall’Acquario
che, secondo il principio di complementarietà dialettica dell’astrologia, rappresenta
tra le altre cose il ritorno venoso che restituisce in un semplice ma
perfetto rapporto di “dare – avere”..
ciò che ha ricevuto, interiorizzato e nutrito
con nuove informazioni.
Il tutto serve a mantenere un pieno rapporto di scambio tra
il centro e la periferia. La circolazione cardiaca è dunque un principio di
scambio ritmico, e il cuore, con le sue
pulsazioni, lo scandisce; il motore è
chiaramente il cuore che pulsa e che pompa sangue che poi spinge lungo l’albero
circolatorio in tutto il corpo.
In questa dialettica l’apparato
circolatorio consente e mantiene la vita perché porta sangue, ossigeno e
nutrimento a tutti i tessuti e a tutti gli organi permettendo quell’insieme di reazioni chimiche di cui abbiamo bisogno per
la nostra sopravvivenza, ma consentendo altresì di raccogliere e condurre le scorie e i residui che sono stati scartati
e che devono essere eliminati attraverso
i reni, i polmoni e il fegato. Come a dire che il ritorno venoso serve
comunque al nostro centro per comprendere bene le informazioni che giungono
dalla periferia in modo da avere un rapporto corretto con la totalità del
nostro essere.
In pratica la circolazione
sanguigna propone in modo chiaro ciò che deve avviene anche sul piano
psicologico. La nostra identità “Sole – cuore – IO” ha bisogno di una continua
interazione con l’inconscio e, sul piano invece esterno, la nostra
individualità non può vivere se non ha uno scambio con i mondo sociale dentro
cui è immersa e vive; solo se c’è uno scambio tra la parte e il tutto si può
vivere bene e si è in continua evoluzione in quanto il tutto nutre
fondamentalmente la parte e viceversa.
Da un punto di vista fisiologico
sono dunque interessate arterie, vene, valvole e, naturalmente, il cuore.
Se noi pensiamo al cuore e al
sistema circolatorio, non possiamo fare a meno di vedere in atto una “intensa
comunicazione” tra il centro e la periferia;
il centro è il cuore che pulsando
manda ossigeno a tutto il corpo.. (il cuore qui può essere veramente considerato
il centro, il motore della vita in quanto possiede e spinge l’energia vitale, la
organizza e la distribuisce affinchè sia
assicurata la vita di tutti i tessuti, tutti gli apparati, cellule, ecc.)
Da un punto di vista simbolico –
astrologicamente parlando – il Sole (simbolo del cuore) viene visto come l’IO
- quel centro psicologico che è in
comunicazione con tutto ciò che c’è
nella nostra psiche e che, attraverso i processi coscienti, consente ad
ogni componente psicologica di entrare
in relazione con il Sé.. e di procedere con quel sistema di scambio e di
interazione che sarà il solo a garantire la vera crescita (nutrimento)
psicologica del soggetto interessato.
Se manca questo scambio qualcosa
non funzionerà e, a quel punto, si interromperà il contatto tra il centro e la
periferia e, inevitabilmente, qualcosa
non verrà nutrito, non riceverà ciò di cui ha bisogno e quindi entrerà in uno
stato di sofferenza. Oltre a questo vi è
anche ciò che dovrebbe essere eliminato e scartato che non può essere trattenuto perché,
nel caso produrrà scorie e residui che metteranno a rischio la salute intera
del soggetto.
E’ molto interessante il fatto
che l’asse Leone Acquario sia in aspetto di quadratura con l’asse Toro
Scorpione che ben simboleggiano come funzionano all’interno tutti i nostri processi:
-
individuazione
delle risorse e apporto energetico; TORO
-
consapevolizzazione ed organizzazione da parte
del centro che le fa “fruttare” ; LEONE
-
espulsione delle scorie in modo da non trattenere all’interno ciò che non serve; SCORPIONE
-
Nutrimento e ridistribuzione collettiva delle
risorse in modo omogeneo per far si che
l’intero sistema rimanga in salute e cresca attraverso l’apporto e la
cooperazione tra tutte le singole
individualità; ACQUARIO
Come sempre l’astrologia è
maestra nell’utilizzo del simbolo e, sull’asse Leone Acquario è interessante
come venga ben esteriorizzata questa dinamica. Il Leone e la casa Va
simboleggiano infatti la forza con cui noi imprimiamo la nostra identità nel
mondo, il modo in cui contribuiamo (attraverso la riproduzione) al nutrimento
della società che ci circonda (acquario casa XIa).
Sul piano più prettamente
psicologico possiamo dire che un proficuo scambio tra coscienza ed inconscio
offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad allargare il nostro
senso di identità che, a sua volta, servirà un progetto più grande.
E’ molto forte l’immagine di come
il “patrimonio genetico individuale” contribuisca in modo inequivocabile
al nutrimento del “sociale”; in modo
analogo possiamo rapportare tutto ciò
sul piano psicologico comprendendo come l’IO -
attraverso i suoi processi di consapevolezza e di interiorizzazione –
possa contribuire alla crescita della
parte transpersonale o, per dirla alla Jung, dell’inconscio collettivo e
viceversa.. E’ però altrettanto forte l’immagine del non poter vivere
“scollegati” dal centro, che in qualche
modo è l’unico a mantenere e garantire il
rapporto tra la totalità e la
periferia.
Se si ammala il nostro cuore
dobbiamo allora cominciare a pensare che qualcosa di noi si è scollegato e che
il centro e la totalità non comunicano più e che bisogna trovare modo di
“ri-collegare” e di rientrare in contatto.
C’è dunque qualcosa sul piano
della nostra identità che non funziona e che, pertanto, non può contribuire al
mondo che lo circonda.. il processo, in qualche modo si è interrotto e lo
scambio non avviene, soprattutto il cuore ci parla di “non amore” e quindi di
impossibilità di “donazione di sé” in un contesto non solo personale ma
sociale.
Il cuore e il Leone sono in
rapporto con le grandi passioni che spingono gli individui a non fermarsi e ad
amare e trovare motivazioni.
Anche l’apparato cardiovascolare
simboleggia come questo rapporto non possa essere distrutto se non a scapito di
“scorie” che vengono trattenute all’interno con la conseguenza di un cattivo
nutrimento degli organi e degli apparati periferici che non ricevono più ciò
che serve per vivere perché si è bloccata o si è interrotta la circolazione in alcuni punti.
Per questo l’infarto viene
considerato una disfunzione tra l’identità del singolo nel suo rapporto con la collettività e mette in luce uno scambio che non si completa
e che non è utile né a sé stessi né agli altri: molto ben rappresentato dal
dilemma astrologico Sole - Urano.
Ancora una volta per concludere,
l’astrologia si mostra un linguaggio ineccepibile per farci comprendere non
solo i nostri funzionamenti, ma come noi possiamo funzionare e contribuire a
tutto ciò che ci circonda.
Nel caso ci ricorda che ognuno di
noi ha il compito di sviluppare una sana identità perché solo questa la metterà
al riparo da difficoltà e da eccessivi bisogni di protagonismo che, nel caso,
creano problemi nella cooperazione di cui noi tutti abbiamo bisogno.













