Il segno del mese-GEMELLI a cura di Laura Tuan

 In ogni pianta, fiore, frutto, si può scoprire la griffe del proprio
segno e pianeta governatore, quella che il grande filosofo e medico
Paracelso definiva “signatura degli astri”.

    Con le piante di Mercurio si curano gli individui intelligenti,
versatili e comunicativi come i Gemelli e i malanni tipici del segno
come insonnia, nervosismo, mancanza di concentrazione e problemi a
carico del sistema respiratorio. Provare per credere!

    

    

    IL NOCCIOLO DI FIONN: IRLANDA

    - Etimologia: il nome botanico è Corylus (cappuccio) Avellana (dalla
città di Avella, ricca di noccioli). Nocciola deriva dal latino nuceus,
piccola noce.

    - Mito: Presso Tipperary c'è la magica fontana di Gwydion,
ombreggiata da nove cespugli di nocciolo (appena fioriti eppure carichi
di frutti). Qui i salmoni vengono a nutrirsi di conoscenza e di bellezza
e per ogni nocciola inghiottita aggiungono un puntolino dorato sulla
pelle. Il giovane Fionn era stato incaricato da un druido di cucinargli
un salmone ma nel voltarlo il ragazzo si scottò il pollice e per
alleviare il dolore se lo ficcò in bocca. Fu così che, attraverso il
salmone che si era nutrito a sua volta delle sacre nocciole, ottenne il
dono dell'ispirazione profetica. Il nocciolo dava anche il suo nome a un
dio, Mac Coll, figlio di Col, uno dei primi tre sovrani d'Irlanda
sposati con la triplice dea Morrigan. Per questo i druidi e i bardi, tra
cui mago Merlino, utilizzavano tavolette divinatorie di nocciolo come
supporto per l'ispirazione profetica, incidendovi i magici segni
dell'alfabeto ogham.

    - Le altre tradizioni: era la pianta dei maghi e dei rabdomanti, che
intagliavano le loro magiche bacchette dal ramo di nocciolo. Dello
stesso legno era fatto anche il caduceo di Hermes -Mercurio, la verga
con cui il dio della medicina separò due serpenti in lotta, le due
polarità maschile e femminile, che vi rimasero attorcigliati. I Germani
lo consacravano al dio Thor, che difendeva gli dèi dagli assalti dei
Giganti e degli Uomini. Distribuivano le nocciole anche durante le
cerimonie nuziali, per annunciare che il matrimonio era stato
felicemente consumato. Ancora un cespuglio di nocciolo, piantato sulla
tomba della madre, salvò Cenerentola dalle angherie della matrigna,
infatti sui suoi rami vi si posava un uccellino bianco , forse un'antica
dea della luna, che esaudiva tutti i desideri della fanciulla.

    - Il simbolo: saggezza, fecondità, conoscenza magica , pazienza, rigenerazione, divinazione.

    - Corrispondenza planetaria: Mercurio.

    - In sogno: piaceri, affari fruttuosi, bei viaggi: 8, 10, 60, 73.

    - Credenze e curiosità: nel medioevo il nocciolo era il distintivo
dei medici e dei commercianti, donava ispirazione poetica e favoriva la
comunicazione. Nel nord Europa i tribunali era recintati con palizzate
di nocciolo, perché il verdetto fosse emesso con obiettività. Ramoscelli
di nocciolo erano posti anche sulle tombe per augurare ai defunti nuova
vita.

    



Erbe di giugno



FIORDALISO

Azzurro, il colore di Mercurio, il vostro fiore è il fiordaliso, nome
botanico centaurea cyanus, che significa appunto celeste. Impossibile
non collegare il fiordaliso alle spighe di grano e ai papaveri, anche se
oggi l’abuso dei diserbanti lo rende sempre più raro. È la catena
simbolica tra il grano, Cerere (signora delle messi) e la Vergine,
avvolta nell’immancabile mantello color fiordaliso, e spesso raffigurata
con un mazzo di spighe tra le mani. L’azzurro ritorna anche nel nome
botanico: centaurea, perché nel mito il fiore era dedicato al centauro
Chirone, maestro di numerosi eroi, più l’attributo cyanus, che significa
appunto celeste. Per gli egizi era il fiore nuziale, nel simbolismo
moderno, invece, è il fiore della creatività, del viaggio e della
fantasia, tant’è che una curiosa ricetta magica descriveva di gettare
nel fuoco vino con fiordalisi macerati per avere visioni profetiche.
Portato in tasca, purché raccolto personalmente, il fiordaliso
regalerebbe grandi poteri (nella commedia Dante parla di 24 signori
incoronati di fiordaliso), energia, ottimismo ed eterna giovinezza,
basterebbe donarne un mazzolino a una ragazza per farle perdere la
testa. Sotto al profilo botanico si tratta di un’asteracea, della
famiglia delle composite, pianta annuale che si raccoglie in maggio, con
fusto e foglie pelose, radice a forma di fuso e bei fiori azzurri
riuniti in capolini. Il contenuto di flavonoidi, alcaloidi, antociani e
tannino, la rende preziosa come astringente, diuretico e
antinfiammatorio, inoltre secondo studi recenti presenta proprietà
antibiotiche. Ottimo come collirio, il fiordaliso colora le infusioni in
azzurro, perciò usato per il risciacquo di capelli grigi, infonde alle
chiome piacevoli riflessi argentei. Ma non finisce qui: la medicina
medievale lo considerava portentoso contro i morsi di serpenti e insetti
velenosi, non per nulla è popolarmente chiamato “battisuocera”, con una
sarcastica allusione agli urticanti battibecchi tra donne. Si diceva
calmasse gli eccessi di collera, forse per via del colore azzurro,
leniva i dolori prodotti dalle contusioni con impacchi di foglie e fiori
di fiordaliso.

Molto impiegato contro congiuntiviti, blefarite e orzaioli (gli antichi
lo usavano solo per gli occhi azzurri, per quelli scuri preferivano la
piantaggine), è noto anche come diuretico ed espettorante, ideale nei
casi di tosse stizzosa e bronchite, che spesso affliggono il vostro
segno, particolarmente sensibile agli sbalzi di temperatura.



Le ricette

Vino antitosse

Macerate per dieci giorni 50 gr di petali di fiordaliso secchi in un
litro di buon vino rosso, agitando spesso, quindi filtrate. Assumetene
in ragione di due bicchierini al giorno lontano dai pasti.



Impacchi antireumatici

Bollite 30 gr di fiordaliso in un litro di acqua per circa 10 minuti,
lasciate riposare altri 15, quindi filtrate. Utilizzate per impacchi e
compresse sulle zone doloranti. La stessa preparazione può essere
utilizzata per dare riflessi ai capelli grigi dopo l’ultimo risciacquo.



Vino depurativo

Mettete in infusione 50 gr di fiordaliso in un litro di vino bianco
secco e lasciatevelo per due settimane agitando spesso. Filtrate,
imbottigliate e assumetene due bicchierini al giorno lontano dai pasti
come diuretico, depurativo e antireumatico.





TIMO

A detta di uno storico greco, tale Filocoro di Atene, il profumo
pungente del timo alimentava i sacrifici più antichi quando ancora non
si usava sacrificare né vino né fichi. Qui si nasconde il significato
etimologico, timo deriva dal verbo “ardere come profumo”. In realtà il
più profumato è il timo serpillo, chiamato così per i rami sinuosi,
ricoperti di fiorellini lilla, mentre l’altra varietà, più nota, il
thyimus vulgaris, ha fusti eretti e fiori bianchi o rosa. Una catena
simbolica che passa attraverso le api, ghiottissime di fiori di timo,
ricollega la pianta all’immagine dell’operosità: una donna bella e
vivace, nella mano destra ha un rametto di timo, sul quale vola un’ape
mentre ai suoi piedi c’è un galletto variopinto, simbolo di versatilità e
vigilanza. Lezioncina: ricavare qualcosa di utile e piacevole (il cibo,
il miele) dall’impegno e dal retto comportamento. Non per nulla nel
medioevo le ragazze ricamavano queste immagini, il timo e l’ape, su
sciarpe destinate ai fidanzati, affinché ricordassero l’impegno
sentimentale e nel linguaggio ottocentesco dei fiori, timo significa
“non ti scorderò mai”.

Di fatto il timo è una pianta ricca di virtù, in particolare contro i
problemi respiratori e nervosi, tipici del vostro segno. Già nel
medioevo lo si assumeva cotto nel vino contro l’asma, in più
regolarizzava il mestruo, disinfettava gengive e vie urinarie, calmava
gli spasmi. La riprova delle proprietà antisettiche del timo, già
conosciute dagli antichi, ce la offre Carlo Magno nei capitolari, dove
ordina di coltivare questa bella labiata, dai fiori rosa e dalle foglie
argentee. Berne l’infuso e strofinarsi il corpo con le foglie era il
sistema preventivo dell’epoca contro pestilenze varie. Oggi sappiamo che
ha anche un’azione antibiotica, è un buon fluidificante, digestivo;
stimola la circolazione e l’appetito, tonifica il corpo, disinfetta
pelle e mucose, perciò è un ottimo antiacne, inoltre aiuta in tutti i
casi di debilità fisica e fragilità nervosa, depressione, insonnia,
ansia, emicrania, vertigini, ronzii e stimola la digestione. Usatelo
quindi con allegria e senza economia in cucina, nelle carni, nelle
salse, nelle insalate, ma occhio alle dosi, il timo è sì antivirale e
antibiotico, ma esagerando rialza la pressione! Prendetene una tazza
dopo mangiato o prima di dormire se avete il raffreddore o una tosse
fastidiosa. In ragione di una manciata ogni litro d’acqua, usatelo anche
come detergente per piaghe e ferite o come impacco sulle contusioni o
ancora, alla moda dei legionari romani (5 gocce nell’acqua del bagno
stimolano l’adrenalina e rendono eroici), per placare i dolori prodotti
dall’acido lattico dopo un allenamento pesante. Non stupitevi se il timo
è una pianta così versatile, amica degli sportivi e degli intellettuali
irascibili: il segreto è il collegamento con Mercurio, astro
dell’intelligenza, della comunicazione e del movimento, governatore dei
Gemelli e della Vergine. Ma nel mondo antico Mercurio-Ermes, il Toth
egizio o il Lug celtico, era anche il dio della magia; è così che il
timo diventa anche uno scaccia diavoli, appeso in casa contrasta la
negatività e usato come profumo dà coraggio, capacità divinatorie, in
più allontana angosce e rancori. Volete contattare le fate o dialogare
con esseri invisibili? La ricetta inglese è questa: cogliete 7 rametti
di timo in una notte di luna piena, bruciateli e attendete: qualcosa di
magico succederà. Accadde anche alla bella Arianna, la principessa
cretese che aveva perso la testa per Teseo, aiutandolo col famoso filo a
sconfiggere il Minotauro, chiuso nel labirinto. Ebbene, secondo il mito
greco, dopo qualche settimana di passione, Teseo la piantò in asso, lei
pianse lacrime disperate e profumate (di timo, appunto) e quel sentore
stuzzicante attrasse il dio Dioniso che subito la consolò sposandola.

I suoi doni: equilibrio, autonomia e capacità di difendersi da attacchi
esterni e mostri interiori, non a caso è un battericida, tonico e
stimolante.



Le ricette

Vino di timo

Mettete a macerare 25 gr di sommità di timo fiorite in un litro di vino
bianco secco. Lasciate a riposo 5 giorni, quindi filtrate e conservate
in bottiglia scura. Dosi: 3 cucchiaini lontano dai pasti, funziona
contro la tosse e le infiammazioni della gola.



Pomata per le gengive

Bollite per dieci minuti 10 gr di foglie e fiori di timo in un dl
d’acqua, lasciate a riposo altri 10 minuti, quindi filtrate e lasciate
intiepidire. Stemperate col decotto una quantità d’argilla verde
sufficiente a ottenere una pasta morbida, avvolgetela in un riquadro di
garza e applicatela sulle gengive, oppure, per uso esterno, direttamente
su guance e mento. Lo stesso decotto è ideale anche per gargarismi e
sciacqui della bocca.



Elisir di timo

Preparate 800 ml di alcol a 50°, unitevi 50 gr di sommità fiorite di
timo e lasciate a macerare per 15 giorni. Filtrate, unite 250 gr di
zucchero e fate riposare al buio per almeno due mesi. Prendetene un
bicchierino dopo il pasto principale come digestivo.



Liquore al timo

Ponete in un vaso 3 gr di scorza di cannella, 3 di foglie di maggiorana,
3 di fiori  di lavanda, 3 di macis e 20 di timo. Unite 2 dl e mezzo di
alcol a 95° e macerate per dieci giorni, quindi unite mezzo litro
d’acqua dove avrete sciolto 400 gr di zucchero. Chiudete, facendo
riposare ancora 24 ore, quindi filtrate e imbottigliate. Aspettate
almeno tre mesi prima di gustare.





MENTA

Umile nell’aspetto, ma intensa nel profumo e forte nel sapore, la menta
nasce da una leggenda triste. Mentha era una ninfa, amante del dio
sotterraneo Hades, quello che poi rapì Persefone per farne sua sposa.
Vista la dolce ragazzina, Mentha, che era innamoratissima del suo lui,
si infiammò di collera e gelosia, cominciando a urlare come impazzita.
Persefone (che tanto sprovveduta non era) la uccise, calpestandola e ad
Hades, che sotto sotto le era anche affezionato, non rimase che
trasformarla in una piantina profumata, il cui nome significa, appunto,
“dal buon odore”. Di fatto nei templi dedicati al dio degli inferi, la
menta aveva un ruolo d’onore, insieme col rosmarino, per i riti
sacrificali. Morte e amore si intrecciano nel suo simbolismo; secondo
gli antichi avrebbe virtù afrodisiache, ma funzionerebbe anche da
contraccettivo, impedendo il concepimento. Sarà per il mito sanguinario o
per l’ambiguità che le era attribuita, sta di fatto che nell’antica
Grecia la menta non era vista di buon occhio, si credeva deprimesse il
coraggio, perciò in tempi di guerra se ne proibiva l’uso. Tutto al
contrario di quanto si pensava nel Rinascimento, quando la menta assunse
addirittura il ruolo di panacea: rinfrescante, antiemorragica,
digestiva, stimolante. In effetti l’impronta mercuriana della pianta si
vede proprio qui, il suo profumo aiuta la concentrazione, sostiene la
memoria (forse per l’erronea assonanza tra menta e mente), combatte la
depressione ed è un ottimo rimedio contro la nausea per chi soffre
l’auto e l’aereo. A ciò si aggiunge un tocco venusiano (gli egizi la
consacravano alla grande maga Iside), a Roma la menta entrava a far
parte della corona nuziale, come garante di un buon matrimonio, mentre
gli innamorati nell’Italia centro-meridionale si scambiano mazzolini
profumati dicendo: “ecco la menta, se si ama di cuore non rallenta”.
Basta osservare il gioco di parole, menta/rammenta: chi ne aspira il
profumo non può scordare l’amato bene… Il sentore di menta scaccerebbe
dunque le tentazioni, i cattivi pensieri, ma poiché spirito e materia si
intrecciano sempre, agirebbe anche sul piano concreto, tenendo lontani
insetti e parassiti; per questo la si sparpagliava sul pavimento di
chiese e palazzi, in caso di pestilenza. E come garantirsi la protezione
del cielo? Semplice, bastava strofinarsi tra le dita una piantina di
menta; non per nulla era chiamata anche “erba santa”, perché se nel mito
greco nacque da un assassinio, secondo la leggenda cristiana fu creata
apposta per rinfrescare la sacra famiglia assetata nel deserto. Per
questo la menta significa sobrietà, mentre nel linguaggio amoroso dei
fiori simboleggia la forza dei sentimenti, capaci di risorgere dopo ogni
avversità, perché anche quando la si taglia la piantina torna sempre a
proliferare. Volete potenziarne l’effetto magico? Raccoglietela
all’alba, rigorosamente con la mano sinistra e dopo averla seccata
cucitela in un sacchettino di seta rossa che porterete sempre in tasca o
ancora meglio a contatto con la pelle. In più per scacciare malesseri
fisici e interiori, strofinatevi il corpo con pianticelle di menta
fresca, per allontanare i cattivi sogni tenete un mazzolino vicino al
letto in un vasetto di cristallo.

In realtà più che di menta, si dovrebbe parlare di mente, tanto la
famiglia è ricca di varietà: ci sono infatti la rotundifolia, il
puleggio, l’acquatica e l’ultima nata, la piperita, coltivata in
Inghilterra a partire dal XIX secolo. Di fatto si tratta di una labiata
perenne, con fusto quadrangolare e peloso (alto circa 80 cm), con foglie
lanceolate opposte e fiori rosso-rosati che fioriscono in spighette in
primavera-estate. Ricchissima di sostanze amare, resine ed oli
essenziali, di cui il principale è il mentolo (attenti!, a forti dosi è
tossico), ma anche di pinene, limonane, enzimi, vitamina C, è davvero un
concentrato di virtù; in pratica davvero una panacea: espettorante,
digestiva, tonica e leggermente anestetica. Allevia i dolori mestruali,
decongestiona le mucose, , fluidifica il catarro, sostiene fegato e
pancreas (controllando quindi il tasso glicemico) deterge la pelle
grassa, profuma l’alito, perfino se nelle pietanze abbonda l’aglio:
provare per credere! In più vaporizzata con un diffusore in camera da
letto aiuta a prendere sonno e calma le palpitazioni, una o due gocce di
olio essenziale, diluito in un litro d’acqua per impacchi, calmano
invece il fastidio di punture di insetti e bruciature, aumentando un po’
le dosi (3-5 gocce con due cucchiai di olio di mandorle) potete anche
usarlo per il massaggio nel caso di dolori articolari e reumatici.
Precauzione importante: niente menta se utilizzate prodotti omeopatici,
il suo profumo troppo intenso annullerebbe gli effetti terapeutici.
Ancora una dritta: la menta è rilassante se assunta in piccole quantità,
a dosi più elevate diventa tonica ed eccitante.



Le ricette

Thé marocchino alla menta

In una teiera ponete tre cucchiaini di thé verde e versateci sopra tre
tazze di acqua bollente, aggiungetevi una manciata di menta piperita
fresca, qualche seme di cardamomo pestato e un cucchiaio di zucchero
(variando la quantità a piacere) e gustate in bicchierini di vetro.



Rimedio contro il raffreddore

Semplicissimo: portate a bollore una tazza di latte insieme a 4-5 foglie
di menta, a piacere dolcificate con un cucchiaino di miele, da assumere
golosamente prima di infilarsi sotto le coperte!



Beverone corroborante (prima di un incontro ravvicinato!)

In due bicchieri da cocktail alternate strati di ghiaccio tritati e
foglioline di menta piperita. Riempite con brandy o whisky. Per
rafforzare l’effetto: macedonia di melone e mirtillo condita con
zucchero e foglioline di menta.



Salsa alla menta

In un padella fondete 50 gr di burro a calore dolce e unitevi 15 foglie
spezzettate di menta, evitando la varietà piperita, troppo intensa.
Rosolate e aggiungete, sempre mescolando, tre cucchiai di farina bianca
stemperata in un po’ d’acqua, due cucchiai di vino bianco e uno di aceto
e infine un cucchiaino di senape. Passate al setaccio e servite nella
salsiera.



Vino di menta

Ponete a macero 20 gr di menta e una scorza grattugiata di limone (solo
la parte gialla) in un litro di vino bianco secco. Lasciate a riposo per
dieci giorni, quindi filtrate e imbottigliate. Assumetene un
bicchierino dopo i pasti come tonico-digestivo.



Tintura di menta

In un decilitro di alcol a 70° macerate 20 gr di foglie a sommità
fiorite di menta piperita. Dopo una settimana filtrate e conservate in
una boccetta di vetro scuro ben tappata. Ideale per frizionare su zone
colpite da nevralgie.



Rimedio sovrano contro l’alitosi

Ponete in un vaso 30 gr di foglie di menta, 20 di alloro, 20 di
eucalipto, 30 gr di semi di anice, 30 gr di finocchio e 20 di cumino;
aggiungete un litro di marsala e ancora 200 gr di alcol a 70°. Macerate
per dieci giorni mescolando quotidianamente, quindi filtrate e
imbottigliate. Conservate in luogo fresco e buio. Da assumere in dosi di
mezzo bicchierino prima dei pasti e mezzo dopo mangiato per favorire la
digestione e combattere l’alitosi.



Cuscino contro l’emicrania

Mescolate del sale grosso, grano e crusca in parti uguali; aggiungetevi
200 gr di foglie di menta piperita secca (oppure alcune gocce di olio
essenziale della stessa pianta) mescolando bene e con questo composto
riempite la federa di un piccolo cuscino di cotone bianco o stampato,
meglio se di forma cilindrica. Prima dell’uso mettete il cuscino per
qualche minuto nel microonde, quindi appoggiatelo sul collo, sulla
fronte o su qualsiasi altra parte dolente.



Maschera per il viso alla menta

Pestate 10 gr di foglie fresche di menta amalgamandone con due cucchiai
di panna liquida o yogurt intero. Applicate lasciando agire circa venti
minuti, quindi sciacquate tamponando con acqua tiepida. Rimuove le
impurità e dona alla pelle tono e freschezza.











ARCANO N. 3: l’imperatrice

Bella, giovane, sorridente, l’imperatrice evoca la donna del 2000,
serena, sicura di sé e consapevole delle proprie risorse. In realtà la
giovane sovrana dell’arcano numero tre non appartiene a questo mondo;
l’azzurro del suo scudo, al centro del quale troneggia il giglio, così
come le ali, ricordano che il suo potere, ben espresso dallo scettro e
dalla corona, si realizza sul piano mentale, l’idea, il progetto ancora
in formazione. Come capirlo? Da un dettaglio fondamentale: le nove gemme
della corona (nove come i mesi della gestazione) o le stelle che le
circondano il capo, delle quali solo tre sono visibili, le altre
nascoste. Così è infatti la condizione della Vergine, col grembo ancora
chiuso in attesa del frutto che verrà, è la Terra del sesto segno non
ancora aperta dall’aratro, in attesa del seme che la feconderà
coprendola di spighe, un progetto che è ancora di là da venire. Va
aggiunto che in alcuni mazzi non è la papessa ma l’imperatrice ad
appoggiare il piede sulla mezza luna, perché l’intelligenza può dominare
le passioni, sublimandole in talenti creativi. Perciò l’imperatrice
diviene molto più di una sovrana, è l’Afrodite Urania dei greci, signora
delle armonie celesti, la Vergine Maria cara agli alchimisti oppure la
Pistis Sophia, ovvero la quintessenza della sapienza gnostica,
sintetizzata da arcaiche tradizioni e filtrata sia con la testa che con
il cuore. Corrisponde alla lettera ebraica ghimel e sta per “cammello”,
alludendo alla sua capacità di immagazzinare acqua, quindi – per
traslato – sapienza, prima di avventurarsi nel deserto.

Significati al positivo:

quando la carta esce a diritto o in posizione favorevole nel gioco,
ancor meglio se abbinata ad altri arcani positivi, l’interpretazione si
articola sulle seguenti parole chiave: intelligenza, parola,
comunicazione, scambio, chiarezza, comprensione, dinamismo,
progettualità, empatia, allegria, risultati raggiunti con intelligenza e
dialettica, liberazione da dispiaceri grazie al giusto atteggiamento,
ottimismo. Una buona compagna, la sorella, un’amante, una collega
allegra e disponibile.

Amore: incomprensioni di coppia risolte col dialogo, rapporto piacevole
in fase di scoperta reciproca, simpatico flirt senza impegno, lettere,
e-mail, sms teneri e rassicuranti, proposta di matrimonio, progetti
sentimentali da realizzare più avanti.

Lavoro: lettera di colloquio o assunzione, professione attinente al
commercio, ai viaggi o all’editoria, situazione in via di sviluppo,
buone trattative commerciale, costi o stage di approfondimento,
promozione, conclusione degli studi con esito brillante, fascino e
dialettica incidono positivamente anche nei rapporti di lavoro.

Finanze: affari golosi da concludere con tempismo, abilità commerciale nella compravendita, trattative da discutere serenamente.

Benessere: persona snella e dinamica, dieta dimagrante seguita con
successo, benessere raggiunto grazie allo sport, soprattutto corsa,
bicicletta, ginnastica ed esercizi respiratori.



Significati al negativo:

quando l’imperatrice compare capovolta oppure occupa una posizione
sfavorevole nel gioco, abbinandosi magari ad altri arcani negativi,
rovescia tutti i suoi attributi trasformandosi in un concentrato di
caratteristiche spiacevoli anche se non pericolose. In questo caso
l’interpretazione si fonda sulle seguenti parole chiave: malizia,
inganni, bugie, immaturità, narcisismo, superficialità, vanità,
indecisione, capriccio. Una persona sciocca, inaffidabile,
inconcludente, immersa nelle proprie fantasie.

Amore: sentimenti incerti, volubilità, incapacità di prendere una
decisione definitiva, cuore arido, innamorato di se stesso. Lettera o
messaggio sentimentale di contenuto spiacevole, matrimonio rinviato per
ragioni poco chiare, bugie, ambiguità, partner immaturo incapace di
ammettere i propri errori.

Lavoro: progetti mal formulati, utopistici, disimpegno, inconcludenza,
tendenza a seguire troppi interessi senza condurli a termine, voti
negativi a scuola o agli esami, incapacità di comprendere e risolvere
una situazione, occupazione instabile per mancanza di chiarezza ai
vertici.

Finanze: fiducia mal riposta, investimenti sbagliati, affari sfumati,
perdita di denaro per via di un prestito concesso con troppa leggerezza,
smarrimento o furto di documenti e portafoglio.

Benessere: disturbi del sistema respiratorio, raffreddore, bronchite,
affaticamento, intestino pigro, insonnia, nervosismo. Alimentazione
inadeguata, carenze o intolleranza, stress con ripercussioni sul fisico.



Luoghi: palestra, biblioteca, università, ufficio, giardino.

Tempi: mercoledì, venerdì, tarda primavera, segno dei Gemelli. Realizzazione rapida (tra due settimane e un mese).





Abbinamenti interessanti

Con il bagatto: avventura amorosa lampo: arriva, brucia e si dilegua.

Con l’imperatore: relazione soddisfacente, coppia ben assortita.

Con gli amanti: lavoro a carattere artistico, creatività, fantasia.

Con il carro: numerosi viaggi per studio o lavoro.

Con la giustizia: problema legale risolto con la dialettica.

Con la ruota: cambiamento repentino di posizione e idea.

Con la forza: chiarimento necessario, verità da dichiarare.

Con l’impiccato: amore platonico, lettera.

Con la temperanza: recupero della forma fisica, urge una vita più regolata.

Con la torre: errore imperdonabile, progetto da rifare.

Con le stelle: progetto eccellente con tempi lunghi.

Con il sole: dichiarazione, la verità viene a galla.

Con il giudizio: rivelazione, tutto si chiarisce all’improvviso.

Con il mondo: serenità raggiunta, pace e armonia con gli altri.

Oroscopo di oggi

Ariete  Toro  Gemelli  Cancro  Leone  Vergine  Bilancia  Scorpione Sagittario  Capricorno  Acquario  Pesci