Un fiore per il SAGITTARIO – VERVAIN N° 31:
"Per coloro che hanno idee e principi ben radicati che essi ritengono giusti e che sono disposti a cambiare molto raramente. Desiderano sempre convertire ai loro punti di vista tutte le persone che li circondano. Possiedono una forte volontà e molto coraggio quando sono convinti di ciò che desiderano insegnare. Nella malattia lottano più a lungo di altri prima di arrendersi e di tralasciare i propri compiti".
La pianta La Verbena, di cui esistono circa 250 varietà (quella utilizzata da Bach per il rimedio N°31 è la Verbena officinalis) è originaria dell’America centro-meridionale, ma oggi cresce in luoghi incolti, ai margini di sentieri (dunque, sempre a contatto con gli insediamenti umani), in tutta Europa, ad eccezione della zona settentrionale. E’ una pianta perenne, ma viene coltivata come annuale per la difficoltà di farle superare l'inverno, poiché non sopporta il freddo e la pioggia battente e predilige le posizioni assolate o semi ombreggiate. La Verbena fiorisce dalla primavera all’autunno inoltrato, producendo fiori che formano fitte spighe a forma di ombrello di color bianco, blu e violetto, a seconda della specie. Queste infiorescenze, dalla forma alta e slanciata a candelabro, appassiscono però pochi minuti dopo essere stati colti.
Il nome Verbena deriva dal Celtico Ferfaen (da Fer = scacciare via e Faen = pietra): una traduzione approssimativa potrebbe essere Scacciapietre. In italiano, assume anche i nomi di Erba Sacra, Erba Crocetta, Erba Colombina, Erba di San Giovanni. I Romani la chiamavano Sagmina, ossia Erba pura, perchè veniva prelevata dal console o dal pretore quando gli ambasciatori partivano per stringere patti e usata nelle cerimonie purificatrici. La Verbena era un'erba consacrata alla Grande Madre, e veniva chiamata da Greci e Romani Lacrima di Iside o di Giunone.
Una leggenda narra che chi avesse posseduto un filo d'erba con una Verbena sarebbe diventato invulnerabile. In Inghilterra si credeva che fosse sacra perchè era spuntata sul monte Calvario. Era considerata in generale un'erba pura e purificatrice. In Piemonte un tempo si credeva che sfregandosi la mano con questa essenza si sarebbe stati infallibilmente amati dalla prima persona alla quale si sarebbe stretta la mano. Macinata, era indossata intorno al collo come talismano contro mal di testa, e anche contro morsi di serpente e altri animali velenosi, e come portafortuna in generale.
La Verbena officinalis è da sempre considerata un ottimo rimedio nella risoluzione di svariati malesseri e un tempo era molto utilizzata dalla medicina popolare. Oggi, in Fitoterapia, viene consigliata per preparare infusi e decotti. In particolare, le si riconoscono proprietà: antinevralgiche e antidolorifiche; depurative e disintossicanti; antispasmodiche e antinfiammatorie; epatoprotettrici; sedative e antidepressive.
Il carattere La Verbena cerca la sfida, la meta, è arrampicante anche se ha delle radici ferme e dure che trattengono tutta la energia durante l'inverno fino al momento di esplodere. Arriva dove si propone e coinvolge altre piante nel suo spiegamento orizzontale e verticale. Utilizza male la sua energia perché ha alla base una fermezza e rigidità che mancano nelle estremità.
Similmente, il soggetto Vervain è rigido nelle sue opinioni, non ama stare da solo, si sforza ossessivamente di impersonare il ruolo di re con la sua corte. Ha principi etici e convinzioni molto forti (ma non sempre durature), che spingono a lanciarsi in discussioni accanite per sostenere un punto di vista che non è assolutamente disposto a confrontare né, tanto meno, a modificare. E’ un idealista, che assume di volta in volta la fisionomia di predicatore ambulante, missionario, martire. E’ un fanatico, molto forte e coraggioso, che, se ammalato, lotta a lungo dove gli altri avrebbero già ceduto alla rassegnazione. Generoso, è sempre disposto ad aiutare i più deboli, e questo entusiasmo fa sì che, inizialmente, riesca a raccogliere folte schiere di seguaci. Purtroppo, la sua insistenza esagerata e la sua ostinazione ossessiva finiscono per stancare i suoi "discepoli", che, ben presto, lo abbandonano. Il soggetto Vervain è il prototipo del fanatico che arriva a sacrificare la vita per il successo dei suoi ideali, in un eccesso di zelo.
Il rimedio Il N° 31 del repertorio di Bach allevia tutti gli stati di tensione emotiva, soprattutto la stizza che si impadronisce di chi non riesce a far andare le cose come vorrebbe. Vervain insegna che gli obiettivi non si raggiungono con la prevaricazione, ma con la disponibilità. Questo rimedio aiuta a comprendere che le grandi cose vengono realizzate con calma, senza ne' sforzo né stress, stimola la fiducia nelle proprie idee; è il fiore che dona serenità, dà fascino, carisma, fa attrarre gli altri in modo naturale ai propri ideali, aiuta a essere autorevoli e non autoritari, aiuta a ritrovare il proprio equilibrio, il senso del limite, eliminando gli aspetti negativi, aiuta lo scambio delle idee, insegnando la tolleranza verso gli altri, dona flessibilità mentale unita a maggiore affettività anche verso gli avversari. Bach consiglia Vervain a coloro che hanno principi e idee preconcette, che fermamente ritengono giuste e che raramente cambiano, agli individui che desiderano convertire tutti quelli che li circondano alle loro idee. Vervain è il rimedio per i genitori che spingono i figli a fare scelte secondo il loro criterio, per i seguaci di religioni e culti esoterici, per leader politici e sociali. In seguito all’assunzione di Vervain, questi soggetti si riveleranno ricchi di carisma e saranno riconosciuti come leader in grado di appassionare l’uditorio. Si saranno, in sostanza, trasformati da individui autoritari in personalità autorevoli.
Le parole di Bach: Io ti aiuto a comunicare al tuo prossimo i tuoi ideali e le tue idee in mdo dolce e tranquillo, senza grandi sforzi e ad entusiasmarlo. Al contempo, tu accetti anche l’opinione degli altri e sei aperto ad altre idee.













