Un Aroma per il segno dell'Ariete

I) Un Aroma per l’ARIETE -  MIRRA, per disinfettare il corpo e lo spirito

La pianta

La Mirra di Herabol o  Mirra amara  (Commiphora Myrra) deve il suo nome dall’arabo “Murr” che significa “amaro” ed è dovuto al sapore amarognolo della resina. Da questa pianta, che appartiene alla stessa famiglia botanica dell’Incenso, si estrae  una gommaresina aromatica; in presenza di fonti di calore, questa sostanza solida sprigiona il suo penetrante profumo. La pianta da cui si estrae è un arbusto spinoso, che cresce in climi torridi e asciutti e in suoli aridi e calcarei lungo le coste del Mar Rosso, in Somalia e nel Sud dell’Arabia, la cui altezza non supera di solito i tre metri, anche se alcune specie possono raggiungere i dieci metri. Cresce allo stato selvatico nel sottobosco; il tronco è tozzo e grigio e i rami irregolari si aprono a mo’ di spiga in ogni direzione, disordinatamente. Ha foglie piccole e ricoperte di peluria e fiorellini bianchi. Dalle fessure naturali della corteccia trasuda la resina, un liquido giallo chiaro,  che si solidifica a contatto con l’aria in goccioline rossicce. Per aumentare la resa. i raccoglitori praticano profonde incisioni lungo il tronco.

Secondo la medicina antica,  il profumo delle resine è sempre un aiuto per l’uomo, sia dal punto di vista spirituale, sia fisico, specialmente per gli organismi debilitati dalla malattia.

Insieme all’Incenso,  la Mirra è stata la prima resina bruciata per il suo aroma. Il suo uso è citato in fonti che risalgono a 3700 anni fa. Gli antichi Egizi ne facevano largo uso per le fumigazioni nei loro riti d’adorazione al Sole, per preparare profumi, cosmetici, medicamenti e per i processi di imbalsamazione;  era inoltre uno dei componenti del Kyphi, il profumo originale utilizzato dai faraoni dell'Antico Egitto per migliorare le loro vite amorose.  Per procurarla, i mercanti si impegnavano in lunghi viaggi: dall’Arabia e dalla Somalia, la Mirra percorreva la “via delle spezie” e veniva esportata in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo. I profumieri arabi la trasformavano in un olio semiliquido, costosissimo, che veniva trasportato in orci di terracotta o in vasi alabastro e rivenduto come ingrediente per profumi e  medicinali. Tutti i testi più antichi, dalla Bibbia al Corano, ai Veda, ai papiri egizi, citano abbondantemente la Mirra.

Anche in Grecia e a  Roma veniva utilizzata per scopi medicamentosi, spesso associata all’Incenso. Per le sue proprietà astringenti e antisettiche veniva utilizzata per le ulcerazioni della bocca e della pelle e per medicare le ferite in battaglia  e favorirne la guarigione. Era usata per impacchi nelle malattie del  fegato. Si scioglieva in bocca qualche granello di resina per la tosse, la cura dei denti, i disturbi digestivi, la diarrea. Inoltre, veniva aggiunta al vino per renderlo più fragrante e per preparare misture curative.

Simboli e leggende

  • Narra la leggenda che la ninfa Mirra, giovane figlia del re Ciniria, avesse dimostrato grande disprezzo nei confronti di Afrodite, sdegnando l’amore e rifiutando il matrimonio. Per vendicarsi, la dea dell’amore provocò in Mirra una incontrollabile passione incestuosa per il padre, che la spinse a giacere con lui più volte, concependo un figlio. Quando il re scoprì l’inganno, cercò di ucciderla, ma Mirra, fuggendo, implorò gli dei che la trasformassero in un albero. Dopo nove mesi, la corteccia dell’albero si spaccò e ne uscì un bambino bellissimo a cui fu dato il nome di Adone.
  • Secondo il mito, Adone fu poi amato da Venere, e il poeta latino Ovidio identifica le gocce di resina grondanti dal tronco come le lacrime versate per la sua morte.
  • Nella Bibbia, la Mirra viene citata come uno dei principali componenti dell’olio santo per le unzioni (Esodo, XXX,23).
  • E’ però anche un profumo afrodisiaco, citato sette volte nel Cantico dei Cantici.
  • Nel Vangelo secondo Matteo, la Mirra fu uno dei doni portati dai Re Magi al Bambino Gesù.
  • Secondo la tradizione, simboleggia l’unzione di Cristo, o l’espiazione dei peccati tramite la sofferenza e la morte corporale (la Mirra era utilizzata anche per le imbalsamazioni).
  • Fu una felice ispirazione, da parte dei Magi, offrire in dono la Mirra: è infatti un potente farmaco analgesico,  che utilizza lo stesso meccanismo della morfina per agire sul sistema nervoso centrale; avrebbe quindi alleviato notevolmente le sofferenze di Gesù sulla Croce.

L’essenza 

L’olio essenziale di Mirra  si ricava dalla gommoresina, per distillazione in corrente di vapore; per estrazione con solvente, sempre dalla gommoresina, si ricava il “resinoide” o essenza assoluta di resina. E’ piuttosto denso, ha un profumo caldo, balsamico, amaro, speziato, un colore marrone rossiccio, un’ energia moderatamente Yang.

Derivando da una pianta estremamente resistente,  che riesce a vivere in un habitat desertico, è estremamente attivo. E’ dotato di grandi proprietà, come se avesse in sé la forza vitale del Sole, in grado di restituire benessere agli organismi intaccati dalla malattia. Pur essendo un olio che ha incamerato i potenti raggi del Sole, non è molto riscaldante: al contrario,  ha un’azione antinfiammatoria. Le sue proprietà sono simili a quelle dell’Incenso, anche se quest’ultimo, rispetto alla Mirra, è dotato di un minore potere antinfiammatorio.

La Mirra è efficace nel trattamento delle affezioni respiratorie dove è presente muco, in quanto è dotato di buone capacità espettoranti; può essere utilizzato per frizioni e massaggi. Sulla pelle e sulle mucose espleta  importanti funzioni astringenti e cicatrizzanti, che la rendono molto utile per facilitare la guarigione di ulcere, ferite, foruncoli, ragadi, micosi (piede d’atleta), afte, gengiviti.

In questi casi,  si consiglia di praticare impacchi disinfettanti, diluendole qualche goccia  in olio vegetale, ad esempio di Iperico (che svolge un effetto sinergico lenitivo e cicatrizzante) o in olio di mandorle. Può entrare nella formulazione di maschere per il viso e trattamenti per il viso e per il corpo in presenza di pelle atona e invecchiata, soprattutto in seguito a debilitazione

Aiuta la regolazione della tiroide, in caso di iperattività della ghiandola.

A livello psicoemotivo,  la Mirra agisce con un effetto corroborante e stimolante: amplifica la forza e il coraggio ed è particolarmente adatta a chi si sente bloccato emotivamente. Come l’Incenso, aiuta la meditazione, rafforza la spiritualità e predispone alla preghiera. La Mirra rende aperti e disponibili a ricevere amore dagli altri, aiuta a vincere la paura e il dolore della separazione.

L’olio essenziale di Mirra,  vaporizzato nell’ambiente, aiuta con il suo gradevole aroma a combattere lo stress, l’ansia, le tensioni muscolariSempre vaporizzato,  durante le feste,  favorisce la comunicazione e la conversazione tra i commensali. 

 Alla Mirra viene inoltre riconosciuta la proprietà di regolare l’ardore sessuale: afrodisiaca e stimolante da un lato,  il suo profumo viene consigliato dall’altro per sedare l’ipereccitazione sessuale. 

Come impiegare l’essenza di Mirra

  • Per curare l’influenza: in una bacinella di acqua bollente mettete 10 gocce di olio essenziale di Mirra, copritevi il capo con un asciugamano, inspirate per tre minuti, interrompendo brevemente e ricominciate a inspirare finché non finirà il vapore sprigionato dall'acqua.
  • In caso di carie: fate delle toccature in loco con un cotton fiocco sul quale avrete messo una goccia di essenza. La carie, se non grave, scomparirà.
  • Sciacqui per gengivite e stomatite:  in un bicchiere di acqua tiepida mettete 3 gocce di olio essenziale di Mirra. Fate sciacqui prolungati, almeno due volte al giorno, finché il disturbo non sarà scomparso. 
  • In caso di eczemi: in 300 ml di acqua distillata mettete 6-7 gocce di olio essenziale di Mirra. Con compresse di garza sterile, fate impacchi alle zone interessate. Ripetete quotidiana mente finché non noterete un miglioramento. 
  • Per il mal di gola e la tosse:  diluite 3 gocce di olio essenziale di Mirra e10 gocce di tintura madre di Propoli in un bicchiere di acqua. Usate questo preparato per effettuare  gargarismi mattina e sera.
  • Per ridare tono alla pelle stanca e invecchiata: eseguite quotidianamente massaggi tonificanti utilizzando olio di Jojoba, al quale siano aggiunte 3-4 gocce di Mirra.
  • Per la cura delle emorroidi, si utilizza qualche goccia di Mirra nell’acqua per praticare semicupi, oppure se ne aggiungono 1-2 gocce a una pomata grassa, per  applicazioni in loco.
  • In caso di leucorrea e infiammazione vaginale:  si possono effettuare lavande utilizzando acqua bollita, lasciata intiepidire, cui siano state aggiunte 3 gocce di Mirra.
  • Per  stimolare il flusso mestruale: eseguite massaggi a livello addominale, diluendone qualche goccia in olio di Germe di Grano  o di Enotera.

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