Un albero per il segno dell'Ariete
V) Un Albero per l’ARIETE – QUERCIA: longeva e generosa
dal 21 marzo al 20 aprile
Il periodo tra il 21 marzo e il 20 aprile rappresenta la pienezza della luce dopo il buio dell'inverno, il risveglio delle forze della natura. E’ un periodo di ottimismo, del fiorire dell’energia giovane, legata alla nascita dei cuccioli di tutte le specie animali. E, come tale, simbolo della generosità e del sacrificio.
L’Albero La Quercia (Quercus robur), detta comunemente anche Farnia, appartiene alla famiglia delle Fagaceae, della quale fanno parte anche il Faggio e il Castagno. Il suo nome è una commistione di celtico e latino: Quercus deriva infatti dall’antico celtico che significava bell’albero, mentre robur significa forza, perché questa pianta è difficile da abbattere senza strumenti adeguati. Bellezza e forza sono decisamente gli attributi di questo albero solido e molto longevo, che può vivere dai 500 ai 2000 anni, apprezzato, oltre che per l’ottimo legno, anche per l’aspetto maestoso e per i colori autunnali.
Ha un tronco tozzo e robusto con la corteccia grigia, liscia e lucida da giovane, di color scuro, quasi nero e screpolata longitudinalmente da adulta. Le foglie sono caduche, dure, ovali col margine inciso da lobi irregolari e da due minuscole orecchiette basali; il colore è verde scuro nella pagina superiore e azzurrastro in quella inferiore.
I fiori compaiono in maggio: quelli maschili sono infiorescenze a forma di spighe pendenti (amenti), giallastre, poco vistose, alla base dei rami dell’anno; quelli femminili sono insignificanti. I frutti sono ghiande ovoidali, spesso striate di bruno e riunite di solito in gruppi di due; sono protette nella parte inferiore da una cupola a scaglie più o meno sovrapposte e di forma variabile.
Il fusto della Quercia è spesso abitato da parassiti, come il Vischio, che si aggrappano alla corteccia senza però rovinarla in alcun modo. Questa, infatti è molto dura e spessa e questo suo spessore è in grado di proteggere l’albero non solo dal caldo ma addirittura dagli incendi, che spesso non lo intaccano in modo troppo grave.
Tuttavia il maggior pericolo a cui la Quercia è sottoposta sono i fulmini, che la colpiscono molto più degli altri alberi, forse perché ama crescere su sorgenti sotterranee o perché produce scariche elettriche.
La Quercia si può piantare con successo, sia al nord che al centro Italia, fino a 800-1000 metri d’altitudine, tenendo presente che, pur adattandosi a terreni diversi, predilige quelli ben drenati, freschi, profondi, senza calcare. Cresce meglio in posizioni soleggiate (infatti è eliofila, ama cioè il sole sulla chioma e il fresco alle radici), ma può adattarsi anche a luoghi parzialmente in ombra.
Il legno della Quercia è compatto, pesante e di lunghissima durata anche nell’acqua, e perciò un tempo era adoperato per la costruzione delle navi. E’molto apprezzato come combustibile.
E’ ancora usato in lavori di carpenteria, come i piloni portanti di impalcature, per travi e pilastri per porticati, per la costruzione di mobili, infissi, botti, ruote ecc. La corteccia, per il suo contenuto in tannino, viene utilizzata per la concia delle pelli. Le ghiande, già mangiate dall’uomo preistorico, sono un ottimo cibo per i maiali; torrefatte, possono dare un surrogato del caffè.
Simboli, leggende, curiosità
La Quercia è un albero dalla natura solare, luminosa, pervasa dall’ardente spirito del fuoco.
Per la sua longevità, simboleggia la saggezza millenaria, che sopravvive all’azione distruttiva del Tempo, formando un trait d’union fra passato presente, come fossero un solo, eterno, inscindibile istante.
- Nella Grecia antica, la Quercia era la pianta sacra a una magnifica divinità arcaica, chiamata Dione. Essa può essere considerata una delle Antiche Madri dell’area mediterranea, ed era sovente assimilata alla grandiosa titanide Rea, generatrice di tutte le divinità e Dea della vegetazione e degli animali selvatici. Spesso chiamata Dia, ossia del cielo, Dione era la protettrice della città di Dodona, conosciuta per via di un misterioso oracolo celato segretamente proprio all’interno di una quercia, le cui profetesse erano tre Donne. Coloro che umilmente desideravano ricevere consigli, si avvicinavano all’immenso albero ponendo le loro domande e, dopo un breve fremito delle sue fronde, voci femminili emergevano dal fogliame e dalla corteccia, proferendo gli enigmatici responsi.
- La Bibbia racconta che Abramo ricevette le rivelazioni di Dio presso una Quercia che divenne, così lo strumento di comunicazione tra il Cielo e la Terra
- A Roma, la Quercia era simbolo di immortalità e sovranità. Corone fatte con le sue foglie erano offerta gradita agli antenati e coronavano la fronte dei Re di Roma, che erano considerati vere e proprie personificazioni dello spirito vegetale della pianta. Il leggendario Ramo d’Oro del mito di Diana Nemorensis era colto da una Quercia e simboleggiava la legittima sovranità del Re Sacerdote .
- Sempre a Roma, un fitto bosco di querce circondava il tempio femminile della Dea del Fuoco, Vesta. In questo luogo sacro, in modo simile alle celtiche sacerdotesse devote a Brigida, le vestali vegliavano amorevolmente sulla sacra Fiamma, e la nutrivano solamente con legno di Quercia, l’unico che avrebbe mantenuto il fuoco puro.
- Anche in area celtica un simile rituale era celebrato annualmente. Il Re Quercia, che personificava lo spirito della vegetazione rigogliosa e fruttifera, veniva ucciso (spesso solo simbolicamente) nel momento in cui era nel pieno delle sue forze. Solo in questo modo l’energia che animava il suo corpo e il suo spirito avrebbe potuto nutrire la terra e il popolo.
- Con l’avvento delle religioni monoteiste, la Quercia, come molte altre specie di alberi, venne demonizzata e si cercò di distruggerne la presenza in moltissimi boschi, cari ai culti pagani. Milioni di querce vennero abbattute dai sacerdoti cristiani, per dimostrare l’inutilità e l’inesistenza degli antichi spiriti e delle Divinità primitive che abitavano le foreste secolari, ma ciò che si rivelò veramente inutile fu proprio questo tentativo di cancellare l’amore che albergava nel cuore dei devoti alle loro tradizioni. Il culto, infatti, proseguì segretamente e tutto ciò che i cristiani poterono fare fu appropriarsi, anche questa volta, di ciò con cui non potevano competere, e che mai avrebbero potuto eliminare.
- La Quercia allora divenne, o ritornò, simbolo dell’immortalità dell’Anima e della vita eterna, perché il suo legno era considerato incorruttibile, e comparì sull’elsa delle spade e sugli scudi dei cavalieri, a rappresentare forza e buon augurio.
- La Madonna ne divenne protettrice e iniziò a comparire fra le sue foglie fruscianti, mentre la tradizione del fuoco sacro, acceso con legno di Quercia, sopravvisse nell’usanza del Ceppo di Natale.
- Appoggiati alla sua ruvida e robusta corteccia, i druidi celtici cercavano i contatti con i regni sottili, dimora degli spiriti presenti in ogni cosa, come manifestazione della divinità. Ascoltando la voce della Quercia, essi traevano gli auspici importanti per la vita del villaggio. La Quercia era per i Celti fonte di conoscenza inesauribile, di energia proveniente dal corpo della graziosa Madre Terra, di protezione e vigore. Ma anche di cibo e di fuoco, visto che le ghiande, abilmente preparate, potevano essere usate per cucinare particolari focacce e una bevanda simile al caffé, mentre il legno dei rami caduti bruciava egregiamente a lungo. Il suo nome gaelico, “dair” o “duir”, significava anche “porta”, e la pianta era considerata una delle sottili porte che univano due dimensioni diverse presenti anche nella vita degli uomini; pare che il nome degli stessi druidi derivi proprio da “duir”.
- Secondo le antiche leggende, all’interno della Quercia vivrebbero due tipi di creature fatate, che rappresentano l’anima della pianta e sono ad essa intimamente e inestricabilmente legate. Le Driadi sono creature meravigliose che si muovono nella loro arborea dimora, pur potendo abbandonarla, se necessario. Era proibito abbattere una Quercia senza che prima i sacerdoti avessero allontanato le Driadi con appositi riti. Le Amadriadi, invece, non avrebbero comunque potuto abbandonare la pianta perché la loro vita dipendeva dalla vita della stessa; pertanto, se la Quercia era minacciata, i loro lamenti si sarebbero uditi in tutto il bosco circostante, mentre se questa veniva abbattuta, anche loro sarebbero morte.
- "Dov’era l’ombra or sé la quercia spande morta, né più coi turbini tenzona…”. Con questi versi ha inizio la bella poesia di Giovanni Pascoli che ci parla di una pianta dalla chioma ampia e frondosa, sui cui rami nidificano gli uccelli, la quale offre pure rifugio e ombra a molti abitanti del bosco e ottima legna al contadino.
- Robin Hood, viveva nella foresta di Sherwood, una foresta formata da querce, che ricopre ancora oggi gran parte della contea di Nottingham.
Il tipo Quercia
I soggetti Quercia sono molto coraggiosi e fieri; in loro, si manifesta la carica energetica allo stato puro. Il loro spirito d'iniziativa è alimentato dalla sicurezza, spesso rasentante l’incoscienza, di riuscire negli intenti. Gli individui Quercia sono molto tolleranti e sinceri, oltre che generosi e capaci di assumere responsabilità anche gravose. Esigono però la massima libertà d'azione. Non si fermano di fronte agli ostacoli e hanno la necessità di continuo rinnovo di obiettivi. In caso di sconfitta, è facile che abbiano reazioni violente, fortunatamente di breve durata perché, dopo un’esplosione furiosa, ritrovano la capacità di ripresa e si preparano per nuove imprese. Se i nativi Quercia non riescono a trovare stimoli per raggiungere i loro obiettivi, tendono a vivere in continua tensione, che si trasforma in rabbia verso gli altri.
Vivono l'amore in modo travolgente ed esaltante. Se si sentono traditi, diventano vendicativi e prepotenti, mentre se sono appagati dal loro rapporto amoroso sono molto fedeli e costanti. Desiderano dal loro partner la dedizione. Essi amano proteggere e guidare la propria famiglia. La costanza non è però una loro virtù: nel caso insorga un nuovo interesse sentimentale, non esistano a lasciarsi tutto alle spalle, incuranti del male che possono provocare. Sono genitori esigenti che sanno trasmettere ai figli la fiducia nella vita
Gli individui del segno devono porre attenzione al sistema nervoso. La testa è la parte più delicata. Le persone Quercia hanno attitudini per tutti i lavori che lasciano libertà di iniziativa e di movimento. Prediligono le professioni nel campo della tecnica, in quello medico e nell'insegnamento.
Perle di benessere
- Polvere di Quercia per fermare il sangue dal naso: ridurre in polvere alcuni pezzi di corteccia di Quercia e inserire nella narice per qualche minuto. Soffiare piano il naso; se necessario, ripetere l’operazione.
- Decotto contro i geloni: in un litro d’acqua fredda portare ad ebollizione 50 g di corteccia di Quercia e bollire per 10 minuti. Spegnere il fornello e lasciar riposare 30 minuti il decotto, poi immergere le estremità doloranti e tenerle nel liquido mezz’oretta.
- Macerato per le gengive infiammate: in un litro di vino rosso lasciar macerare per 4 giorni 25 g di corteccia di Quercia. Filtrare e bere un bicchierino più volte al giorno, sciacquando bene le gengive e mantenendo il più possibile in bocca.
- Decotto per curare le emorroidi: bollire in un litro d’acqua 80 g di corteccia di Quercia per 10 minuti e tenere a bagno la parte interessata.
- Decotto per curare la leucorrea: lasciar bollire in un litro d’acqua 80 g di corteccia di Quercia per 10 minuti. Fare dei bagni e sciacquare bene la parte interessata.













