Un albero per i Gemelli
La pianta
Il Myrtus communis, ovvero il Mirto o Mortella, è un arbusto cespuglioso sempreverde, dell’altezza di 2/2,5 metri, molto ramificato, dalle foglie a forma di lancia, molto spesse. La famiglia delle Myrtacee comprende circa 100 generi e 3000 specie, diffuse nelle regioni temperate, tropicali e subtropicali. Il Mirto vegeta in tutto il mezzogiorno europeo, specialmente in Grecia, Italia, Spagna e nella Francia mediterranea. Generalmente resiste con difficoltà nelle regioni a nord delle Alpi, ma lo troviamo nelle contee sud-occidentali dell'Inghilterra, lambite dalla corrente del Golfo, e persino in alcune zone dell’Irlanda.
Fiorisce a giugno, con piccoli fiori dalla corolla bianca, a cinque petali; il frutto, una bacca ovale, di colore rosso violaceo o nerastro, matura da fine novembre a tutto gennaio.
Il nome Mirto deriva dal latino Myrtus, che a sua volta deriva dal greco Myrtos, con riferimento al mito di Morsine, una ragazza invincibile nelle gare atletiche, che, con un atto di superbia, osò battere Pallade Atena, e che venne perciò trasformata dalla dea, ingelosita, in un arbusto.
Il Mirto è originario del Nord Africa, ma oggi è diffuso in tutta l’area del Mediterraneo, dove cresce spontaneo e viene coltivato come arbusto da giardino.
Simboli e leggende
- Legato al nome di Afrodite, dea dell'amore, il Mirto compare in numerose leggende.
- Alcuni studiosi ritengono che la dea, dopo il giudizio di Paride, si cinse di una corona fatta con questa pianta.
- Altri, basandosi su quanto affermato da Ovidio nelle Metamorfosi, sostengono che la dea, quando uscì nuda dalla schiuma del mare, si rifugiò dietro un cespuglio di Mirto, per nascondersi dagli sguardi concupiscenti di un satiro.
- Per il suo legame stretto con la femminilità, questa pianta è simbolo di fecondità e di vita ricca d’affetti: coronava gli sposi durante il banchetto nuziale, tanto che fu chiamata Myrtus coniugalis.
- Dalle ghirlande di Mirto si riteneva venisse emanato un divino potere, un’energia purificante e rinvigorente.
- Il Mirto rappresenta l’amore nelle sue varie manifestazioni: l’amore passionale, quello coniugale, quello casto e innocente, l’amore spirituale.
- Amico dello spirito, il Mirto veniva piantata nei giardini dei monasteri.
- Il Mirto è il simbolo della gioia di vivere: si riteneva che nel suo tronco scorresse la gioia e per questo era sempre presente nei giardini.
- Vi era inoltre la credenza che dal suo legno emanassero radiazioni vitali: per questo presso alcune culture, un ramo di Mirto veniva usato per “segnare” i bambini appena nati, al fine di donare loro la gioia di vivere e per toccare gli sposi nella regione del cuore, per propiziare una vita in comune ricca di amore.
- Roma era considerata la “città del Mirto”, in quanto questa pianta esisteva già sul territorio su cui fu fondata. Secondo Plinio, il Mirto fu il primo albero ad essere piantato nei luoghi pubblici, affinché Venere offrisse la sua benefica energia di pace. Una leggenda narrava, infatti, che i Romani e i Sabini si fossero riconciliati, dopo il famoso ratto, purificandosi con fronde di Mirto, e che ai piedi del Campidoglio ne furono piantati due alberi.
- La pianta simboleggiava la vittoria ottenuta senza spargimento di sangue, e corone di Mirto erano offerte ai vincitori.
- Il Mirto era considerato anche una pianta funeraria: ne crescevano boschetti nell’Ade, il regno dei defunti.
- Il Mirto accompagnava quindi l’uomo dalla nascita alla morte, simboleggiando il prolungamento della vita nell’Adilà. Come un altro albero funebre, il Cipresso, anche il Mirto è il simbolo di forze contrastanti: vita/morte, luce/tenebre.
- In quanto tale, questa pianta è stata associata, in diversi miti, a personaggi umani, a dei o a semidei che hanno conosciuto la sorte del sacrificio.
- In Germania, ancora oggi, è usato come pianta propiziatoria delle nozze.
Curiosità
- Simbolo di potenza e di eroismo, il Mirto era usato, nella classicità, associato all’Alloro per intrecciare le corone che venivano date in premio ai campioni degli incontri sportivi.
- Con l’essenza, invece, veniva preparato un olio balsamico con il quale venivano massaggiati, prima dei combattimenti, i muscoli dei gladiatori per aumentarne l’elasticità.
- L’Acqua aromatica di Mirto (che non è altro che l’acqua distillata ottenuta nel corso del processo di distillazione dei fiori dell’olio essenziale) era chiamata nel Medioevo Acqua degli Angeli, ed era considerata molto benefica per la carnagione e la bellezza del viso.
- Il Mirto evoca la terra di Sardegna, per i suoi liquori tipici che sono ottenuti dalle foglie e dai fiori di questa pianta, presente su tutto il territorio dell’isola.
- Le sue proprietà antiputrefattive hanno fatto sì che le bacche di Mirto venissero utilizzate, fin dall’antichità per conservare i salumi, ai quali davano inoltre un piacevole gusto aromatico: il prodotto più famoso è la Mortadella, il cui antenato più antico è il mortarum, insaccato prodotto a Roma e aromatizzato, appunto, con il Mirto.
L’essenza
L’olio essenziale di Mirto si estrae dalle foglie e dai ramoscelli, per distillazione in corrente di vapore. Ha un profumo fresco e aromatico, che ricorda vagamente quello dell’ Eucalipto. E’ di colore giallo/arancio o verde pallido; ha un’energia moderatamente Yang ed è in sintonia con il pianeta Mercurio.
Ha proprietà tonificante, espettorante, mucolitico, antisettico, diuretico, antispasmodico, antireumatico, decongestionante venoso e linfatico.
In Aromaterapia, l’essenza di Mirto è utilizzata soprattutto nel trattamento delle affezioni respiratorie, per le sue proprietà mucolitiche, espettoranti, antispasmodiche. L’olio di Mirto, infatti, è ben tollerato perché ha un profumo più delicato e meno aggressivo rispetto a quello di altri oli balsamici. Ha un effetto decongestionante e astringente in presenza di emorroidi (per semicupi) e tendenza alle dilatazioni venose degli arti inferiori (per massaggi drenanti). Tonifica la pelle e riduce l’eccessiva untuosità.
In profumeria si sfrutta la sua nota fresca, un po’ evanescente, per la preparazione di un’Acqua di Colonia, che può essere utilizzata come tonico rinfrescante e normalizzatore del sebo in caso di pelli stanche e impure. Agli uomini, il suo profumo discreto e non aggressivo piacerà tanto da usarla come dopobarba.
Vaporizzata, l’essenza di Mirto rende l’atmosfera armoniosa, aiuta a chiarire le idee nei periodi di cambiamento e trasformazione e dona tranquillità interiore.
Come impiegare l’essenza di Mirto
- In caso di affezioni respiratorie stagionali, preparate un unguento, mescolando 10 gocce di essenza di Mirto a 250 ml di olio vegetale a vostra scelta, e con questo fate dei massaggi circolari sul torace, per favorire l’espettorazione del catarro.
- Lo stesso unguento può essere utilizzato, per massaggi locali, sulle gambe, per dare sollievo durante le crisi di gotta.
- Diffuso nell’ambiente, l’olio di Mirto è utile per purificare l’aria, specialmente negli ambienti dove si fuma.
o Indicazioni principali: affezioni delle vie respiratorie (raffreddore, tosse, sinusite, bronchite), tendenza alle vene varicose, emorroidi, spasmi viscerali (dismenorrea, colon spastico), cura della pelle grassa e acneica.













