Buon compleaano Leone

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La pianta  

L’Alloro (Laurus Nobilis, Italiano Lauro
nobile
o Lauro dolce) appartiene alla famiglia delle Lauraceae, che comprende piante
originarie dell'Asia minore, introdotte nel bacino del Mediterraneo in tempi
antichissimi.  E’ un arbusto sempreverde,
dal tronco normalmente liscio, con corteccia nerastra e rami sottili e molto
fitti. La chioma è densa e conica. Questa pianta può raggiungere l’altezza
massima di 20 metri,  e può essere
coltivata anche in vaso. Ha foglie lanceolate, con i bordi ondulati e con la
pagina superiore scura e lucida, mentre quella inferiore è di un verde-giallo
tenue ed opaco. Le foglie sono ricche di ghiandole resinose, che loro
conferiscono il caratteristico aroma; sono pertanto utilizzate per  dare profumo ai cibi, nonché per favorirne la
conservazione, dal momento che contengono sostanze antiputrefattive.  I fiori sono riuniti in infiorescenze a
grappolo o in cime ascellari e sbocciano all'inizio della primavera. E' una
pianta dioica, vale a dire che esistono  esemplari che portano solo fiori maschili
(con gli stami) e  altri che hanno solo
fiori femminili (e stami sterili), che portano cioè gli organi riproduttivi
femminili. Il frutto dell'Alloro è una bacca molto aromatica,
simile a una piccola oliva che diviene nero-bluastra con la maturazione,  nei mesi di ottobre e novembre.

Bisogna fare attenzione a non
confondere l’Alloro con il Lauroceraso (una pianta di aspetto piuttosto
simile), le cui foglie sono velenose. L’Alloro è una pianta molto diffusa,
soprattutto nei paesi a clima temperato sia in pianura che in collina, ed è
largamente coltivato in Spagna, Francia, Italia, Medio Oriente.

Simboli,  leggende, curiosità

-    L’Alloro
è  universalmente ritenuta una pianta
solare.

-     Per i Greci e i Romani era consacrato ad
Apollo.

-      Nel mito classico, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi,
si racconta che Dafne (in greco Lauro,  nome proprio femminile) era una ninfa, figlia
di un fiume, Peneo. La fanciulla, consacratasi alla casta Artemide, rifiutava
ostinatamente tutti i pretendenti che la chiedevano in sposa,  tanto da ricusare persino il dio Apollo, che,
invaghitosi di lei, la rincorse inutilmente per i boschi. Dafne invocò il padre,
che  la tramutò in arbusto d’Alloro.

-    Questa
pianta, essendo sacra  ad  Apollo, è associata al simbolismo
dell’intelletto terso, puro,  e anche
profetico: nel tempio di Delfi,  la
sacerdotessa masticava foglie di Alloro per favorire lo stato di trance in cui
vaticinava.

-    Rami
d’Alloro venivano bruciati per ipnotizzarsi al loro crepitio  e intuire il futuro.

-    Il
fuoco ottenuto dall’Alloro era anche un fuoco purificante, che poteva
allontanare gli spiriti maligni.

-    Alberi
d’Alloro erano piantati attorno ai templi, affinché il loro profumo purificasse
il corpo e lo spirito.

-    Molti
rituali religiosi di purificazione e d’iniziazione imponevano la presenza
dell’Alloro.

-    Apollo
è  dio della medicina, e la sua pianta è
automaticamente dotata qualità terapeutiche.

-    I
medici dell’antichità consigliavano a chi era sofferente di passeggiare in nei
sacri boschetti intorno ai templi, respirando profondamente il profumo delle
piante e toccandone le foglie affinché l’energia risanatrice connessa al Sole,
apportatore di vita e di luce, penetrasse nel sangue e aiutasse ad aumentare le
forze e a combattere le malattie.

-      Apollo è anche il supremo ispiratore delle
arti, maestro delle Muse che, secondo Esiodo, tenevano in mano un ramoscello
d’Alloro e lo concedevano solo a chi si rendeva degno d’onore con la sua arte.

-    L’Alloro
apollineo è simbolo di vittoria; nei giochi olimpici celebrati a Delfi in onore
del dio, ai vincitori delle gare si offriva una corona d’Alloro.

-     Nella Roma antica, il generale vittorioso che
entrava trionfante in città, giungeva con fasci d’Alloro in mano e con la
fronte cinta dei suoi rami.

-    Con
l’avvento dell’Impero, la corona d’Alloro fu riservata agli imperatori. Questo
simbolo della vittoria fu poi assunto dai primi cristiani per alludere, sulle
tombe dei martiri, alla loro gloria.

-    Nel
Medioevo, nei periodi delle grandi epidemie, si riteneva che il fuoco  di rami 
d’Alloro potesse fermare le pestilenze e 
si usava bruciare  su  questi falò 
tutto ciò che era infetto.

-    Nel
Seicento si prescriveva agli adolescenti gracili di strofinarsi con foglie
d’Alloro le mani e i polsi tutti i giorni, quando il sole era alto nel cielo.

-    Questo
concetto, secondo cui questa pianta sempreverde cara al dio Apollo poteva
aiutare l’uomo a rinforzare le sue difese e a guarire,  è sempre stata viva e si è tramandata in
molte culture popolari.

-    Anche
in Oriente troviamo l’usanza di massaggiare con olio d’Alloro la spina dorsale
per rinforzare il sistema nervoso.

-      Ai nostri giorni la Laurea, dal nome latino
dell’Alloro (Laurus), rappresenta il
massimo riconoscimento che si ottiene al compimento degli studi universitari e
segna il raggiungimento di un titolo ambito, a volte anche da esibire come
corona del vincitore.

 L’essenza

L'Alloro è una pianta ricca
di  principi curativi,  sia nelle foglie (dall'1 al 3%) che
nelle bacche (dall'1 al
10%); l’olio essenziale è però ricavato solo dalle foglie. Questa essenza,  di colore giallo verdastro,  ha un profumo fresco, legnoso, speziato, con
tonalità canforacea. La sua energia è decisamente yang, molto maschile, e  il Sole è il pianeta con cui è in sintonia.

L’olio di Alloro, che sembra
raccogliere tutti i raggi del Sole, ha proprietà antisettica, antispasmodica,
espettorante, sudorifera, antireumatica, analgesica, digestiva, riequilibrante
del sistema nervoso. E’ anche un ottimo repellente per gli insetti.

 E’ consigliata in casi di  dolori reumatici e
muscolari, tosse influenze e infezioni delle prime vie aeree, disturbi
digestivi, inappetenza.

A livello cosmetico, ha un’
azione  riequilibrante della pelle grassa
o acneica, e aiuta ad arrestare la caduta dei capelli.

A livello sottile, l’olio
essenziale di Alloro può aiutare la mente a elevarsi al di sopra della
coscienza ordinaria, risvegliando l’ispirazione e la creatività, doni delle
Muse, qualora fossero languenti o 
soffocate da  dalla monotonia
della quotidianità.

Essendo molto potente e
concentrata, questa essenza può 
causare  fenomeni di allergia per
la pelle, ed è quindi consigliabile usarla moderatamente. Inoltre, può  produrre effetti narcotici, e per questo
motivo se ne sconsiglia l’uso per via orale.

E’ da evitarsi anche in
gravidanza.

Come impiegare l’essenza
di  ALLORO

- Nei momenti in cui  ci si sente completamente svuotati delle
proprie energie fisiche e psichiche, ci si può, metaforicamente,  cingere il capo di Alloro utilizzando
il diffusore
di aromi,  oppure massaggiando  la fronte e le tempie con un paio di gocce di
essenza diluite: il suo profumo 
permetterà di entrare   in
contatto con le nostre fonti interiori di fantasia e creatività, attenuerà la
pesantezza e il mal di testa, decongestionerà le mucose nasali.

-  Aggiungete una decina di gocce a un olio
vegetale per ottenere un unguento per massaggi
decontratturanti e piacevolmente riscaldanti, da usare in caso di tensioni e
dolori muscolari e articolari.

- Utilizzate questo unguento
anche per frizioni sul torace, in caso di tosse o malattie da
raffreddamento. Infatti, l’olio essenziale di Alloro rinforza le difese
dell’organismo e combatte le infezioni. 

- Frizionato puro sulla
cute, combatte l’untuosità del cuoio capelluto e la forfora, stimola l’attività
dei follicoli piliferi in caso di tendenza alla caduta dei capelli.

 

-    Poche
gocce di essenza di Alloro, veicolate in olio vegetale o miele e aggiunte
all’acqua del bagno o in un pediluvio, rinfrescano, tonificano,
deodorano e tolgono la stanchezza.

-    Strofinata
pura sul pelo degli animali, l’essenza di Alloro aiuta a tenere lontani gli
insetti e i parassiti.

-    Preparate
delle compresse di cotone idrofilo o dei rettangolini
di carta assorbente
, e ponete su ognuno ½ gocce di essenza di Alloro,
poi distribuiteli negli armadi e nei cassetti, per tenere lontane le tarme.

 


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BUON COMPLEANNO,   LEONE

(23 Luglio/22Agosto  - segno di Fuoco, fisso, dominato dal
Sole

 

 Voi, nativi del Leone, anche se
la natura non vi ha dotato di un fisico importante, emanate sempre e comunque
un’impressione di forza, che vi deriva dalla consapevolezza di appartenere al
segno del Potere, quel potere che vi spetta di nascita, come figli del Sole,
l’astro da cui dipende la Vita. Come sovrani, disponete di volontà e
determinazione, generosità e gentilezza. Ma…in quanto appartenenti a un segno
fisso, siete poco duttili e tendete alla testardaggine, senza contare che
possedete l’ego più fortemente pronunciato dello Zodiaco,  che vi porta ad essere dei dirigenti
nati,   ottimi organizzatori, che  pretendono però siano gli altri a
svolgere  i compiti più umili e
invisibili.

L’organo che l’Astrologia mette in relazione con il vostro segno è il
Cuore,
centro vitale  di tutto il corpo, di cui è il motore.  Un'altra
importante struttura anatomica correlata al segno del Leone, è la colonna
vertebrale, asse portante del corpo
, che
rappresenta il sostegno del nostro organismo e permette, insieme ai muscoli, il
movimento ed il mantenimento della posizione eretta. Il  segno del Leone,
in quanto domicilio del Sole, fonte di energia luminosa, è collegato anche alla
funzione della vista: il Sole (nel tema natale) è messo in relazione all’occhio
destro nel maschio e a quello sinistro nella femmina.

Cuore, colonna vertebrale e
occhi sono dunque le parti del corpo alle quali dovete prestare più attenzione.

 

 Il tuo sale costituzionale:
N°7 -  Fosfato di Magnesio 
 
Nel secolo scorso, un medico
tedesco, W.H. Schuessler aveva individuato in dodici sali minerali  composti, presenti nell’organismo sano in una
proporzione precisa, i responsabili del prefetto funzionamento del corpo.
Questi sali, infatti, agiscono sulle singole cellule con diverse funzioni: ne
frenano l’invecchiamento, favoriscono l’eliminazione di quelle morte,
provvedono alla loro reintegrazione. Un’alimentazione corretta e uno stile di
vita appropriato garantiscono l’apporto ideale di tali sostanze. Viceversa, la
carenza di una o più di esse sarebbe alla base di numerosi e differenti
malesseri, sia fisici che psicologici, che potranno essere eliminati,
reintegrando il singolo sale (o più sali) di cui si sia constatato il deficit.
Ogni sale viene somministrato secondo i principi della medicina catalitica, che
non fornisce la sostanza in quantità ponderale, ma in diluizione  omeopatica (quindi, infinitesimale), affinché
le cellule vengano “informate”  della
carenza di quel sale,  stimolandole a
produrla.

Negli ultimi
decenni del secolo scorso, un naturopata tedesco, Kurt Hicketier, ha
riscontrato che lo scompenso di ogni sale costitutivo, così come determina
alcune specifiche predisposizioni caratteriali, ha un preciso riflesso sul
viso, determina cioè una colorazione particolare della pelle, o un aspetto
caratteristico. In base a questo principio, ha messo a punto un sistema
diagnostico, talmente semplice da poter essere seguito da chiunque, con una
semplice osservazione allo specchio.

Ma non è
tutto: alcuni medici che si interessano di astrologia hanno rilevato che c’è
una precisa corrispondenza fra ogni segno zodiacale e ogni sale del repertorio
di Schuessler.

Mediante
l’analisi facciale, accompagnata dall’osservazione delle peculiarità
caratteriali, possiamo verificare l’esattezza di questa teoria: un giochino
divertente e istruttivo.

Come eseguire
l’analisi facciale

a)    
Per esercitarsi, è
consigliabile far pratica su altre persone, prima di procedere a
un’autoanalisi. I soggetti ideali sono le persone anziane, per il semplice
motivo che i loro segni sono più evidenti e meglio identificabili.

b)    
La condizione ottimale è di
poter svolgere l’analisi alla luce solare; altrimenti, va bene qualsiasi luce
bianca e forte diretta, avendo cura che non si creino ombre sul volto.

c)     
Il viso deve essere
perfettamente pulito e struccato. E’ bene tenere conto anche dell’abbronzatura
o di voglie e macchie congenite, o di piccole cicatrici.

d)    
Se il deficit salino è
minimo, i segni sono appena visibili, mentre se è accentuato anche le
caratteristiche sul volto si presentano marcate.

e)     
E’ bene tener presente anche
le peculiarità psicologiche del soggetto, che potranno confermare o no la
diagnosi.

Attenzione: abbiamo parlato di gioco! E’ evidente che eventuali
prescrizioni dovranno essere fatte solo ed esclusivamente da un medico.

********

 Il sale N°7 del repertorio
di Schuessler, il Fosfato di Magnesio (Magnesium
phosphoricum
), presiede a tutte le attività neurovegetative dl corpo, cioè
a tutte le attività che i vari apparati ed organi compiono automaticamente,
senza l’intervento della volontà umana, ad esempio la peristalsi intestinale o
l’attività ghiandolare. Il Magnesio è anche un componente fisso del tessuto
osseo, indispensabile ai bambini  nel periodo
della crescita per sviluppare un’ossatura robusta e resistente.

Inoltre, questo sale
contribuisce, nei processi di putrefazione, a separare le sostanze solide da
quelle gassose, favorendone l’eliminazione. La carenza di Magnesium Posphoricum
si manifesta con manifestazioni spastiche in diverse parti del corpo,
principalmente braccia e gambe, oppure a carico dell’apparato digestivo. La
somministrazione di questo sale recherà immediato sollievo; qualora i dolori
fossero particolarmente persistenti e dolorosi, Schuessler indica una
particolare modalità di somministrazione, denominata “Caldo Sette”, che prevede
la diluizione di alcune pastiglie di Fosfato di Magnesio in acqua calda (il
caldo è un elemento fondamentale), al fine di velocizzare il processo di
risanamento.

Il sale N° 7 può anche essere
assunto dai soggetti ansiosi o agitati, in occasione di eventi particolari, che
tendano ad accentuare tali disturbi.

Il viso  Una persistente
colorazione rosso-rosea, con punte violacee, che si riscontra soprattutto sugli
zigomi, segnala la carenza di Magnesium Phosphoricum. Questa colorazione non va
confusa con la couperose, caratterizzata dalla rottura di minuscoli capillari
intorno alle alette del naso, che si riscontra in alcuni soggetti: il segno
rivelatore del sale N° 7 si posiziona infatti al di sotto di questa.

Qualora la carenza sia
particolarmente elevata, e il soggetto manifesti uno stato di agitazione
anomalo, la colorazione rossastra tende a invadere tutto il viso.

Il fisico e l’umore  Chi
soffre di carenza di Fosfato di Magnesio tende a soffrire di spasmi muscolari,
coliti spastiche, sciatica, dolori lancinanti al trigemino, torcicollo; le
donne soffrono di dolori mestruali particolarmente forti.

Accanto all’ansia e
all’agitazione, come caratteristica psicologica, si rileva una notevole
tendenza alla testardaggine.

2) Un rimedio
fitoterapico: PUNGITOPO, per una libera circolazione

 Il Rusco
(Ruscus aculeatus) è più
conosciuto con la denominazione popolare di  Pungitopo, che gli deriva dal fatto che questo arbusto veniva
posto attorno alle scorte alimentari per difenderle dai topi, mentre il termine
scientifico

latino  si riferisce alla sua
caratteristica spinosità. Il Rusco è un arbusto legnoso, sempreverde,
appartenente alla famiglia delle Liliaceae, alta fino a 80 cm. E’ una pianta
originaria del bacino del Mediterraneo, 
ma la ritroviamo dall'Europa centrale, al nord Africa e al sud ovest
dell'Asia, fino ad un'altitudine di 1200 m. Le parti impiegate a scopo terapeutico
sono i rizomi, le radici e i frutti ( bacche rosse e sferiche).

Il
Ruscus aculeatus è provvisto di un rizoma
strisciante dal quale si sviluppano sia le radici avventizie
legnose che i fusti (turioni)
che assumo portamento eretto e rigido, alti anche 1m, di colore verde molto
scuro. Da questo fusto si formano dei fusti secondari che prendono il nome di cladodi disposti in modo alternato,
appiattiti (in pratica sono quelli che normalmente confondiamo con le foglie).
Questi cladodi sono molto importanti nella fisiologia della pianta in quanto
sono preposti allo svolgimento della fotosintesi clorofilliana perchè le vere foglie  non sono visibili nella parte aerea della pianta in quanto
sono delle piccole squame che avvolgono la parte sotterranea del fusto e sono
di colore rossastro-bianco nella pagina inferiore.

Il Pungitopo è una pianta dioica, vale a dire che esistono piante che
portano solo fiori femminili e piante che portano solo fiori maschili.

I
principi attivi del
Ruscus aculeatus sono oli essenziali (quali la Canfora) e resine. Contiene
inoltre diversi sali minerali, quali Calcio e Potassio,  fitosteroli,
diversi flavonoidi,  zuccheri,  acidi grassi e acidi organici.

Le
sue proprietà sono
legate principalmente ai fitosteroli, 
che conferiscono al Pungitopo 
capacità diuretiche (con l'eliminazione
dei cloruri) sedative e antinfiammatorie delle vie urinarie.
Il Rusco ha inoltre  effetti benefici nei
confronti dei calcoli renali, cistiti, gotta, artrite e reumatismi non
articolari.

Il
Pungitopo è utile anche nella terapia delle vene varicose con un'azione
vasocostrittore esercitata soprattutto a livello dei capillari (è infatti il più potente vasocostrittore naturale
che si conosca
). Ha un'azione antinfiammatoria che agisce
diminuendo la fragilità capillare, aumentando il tono della parete venosa
favorendo quindi la circolazione del sangue che si traduce in diminuzione della
pesantezza e del gonfiore delle gambe. 

In cosmesi, l’estratto di Rusco
viene impiegato nella preparazione di creme per la cellulite e lozioni per  combattere la caduta dei capelli. 

3)
Cromodieta
 
Per i nativi del Leone, è fondamentale un’assunzione costante e cospicua
di alimenti contenenti raggi arancione, il colore del Sole nel suo massimo
fulgore. La colorazione arancione nei cibi dipende dal Betacarotene e dai Flavonoidi,
che hanno il potere di combinarsi con le vitamine, i minerali e gli
oligoelementi, potenziandone gli effetti benefici. Il Betacarotene è la sostanza che viene trasformata
dall’organismo in vitamina A, indispensabile nella crescita, nella riproduzione  e nel mantenimento dei tessuti cellulari,
potenziando la vista, il sistema immunitario, le cellule (che vengono protette
dai danni dell’invecchiamento) e la pelle, proteggendola dall’azione dei raggi
ultravioletti. I Flavonoidi,
potenti antiossidanti, combattono i radicali liberi e impediscono che il
colesterolo cattivo si formi e si depositi nelle arterie. Inoltre, combattono
la cellulite e aiutano la digestione, aumentano le difese del sistema
immunitario, potenziano la vista, aiutano a mantenere la pelle liscia e sana,
proteggono le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, riducendo
così la suscettibilità alle infezioni.
I cibi più indicati sono:
albicocche, cachi, carote, mandarini, meloni, 
nespole, peperoni, pesche, zucche.

 


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II) Un rimedio floreale  per
il LEONE: N° 8  CHICORY

 Per imparare ad essere d’aiuto senza strafare

 Avere un amico o un parente del Leone può
essere un regalo, quando si ha bisogno d’aiuto. Perché voi nativi del segno
siete generosi, energici, entusiasti, sempre pronti a soccorrere chiunque,
vicino o estraneo, sia in difficoltà. A volte però il vostro entusiasmo rischia
di trasformarvi da generosi benefattori in scocciatori impiccioni, che
pretendono di entrare di prepotenza nelle vite altrui, imponendo metodi e
rimedi: un vostro limite è, infatti, quello di ritenere di avere sempre
ragione. Per fortuna, assumendo il rimedio N° 8 del repertorio di Bach,
riuscirete a mantenere sempre il senso del limite.

 Per
coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi
eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, degli amici e trovano sempre
qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano
sbagliato e hanno piacere di farlo, e desiderano intensamente aver sempre
vicino coloro che amano
".

La
pianta
 

Il rimedio N° 8 del repertorio di
Bach, Cicory, è proprio la comunissima Cicoria (Chicorum Intybus),  il cui nome deriva dai due termini greci kio (vado) e chorion (luogo, campo).  La
pianta, originaria dell'Europa meridionale e dell'Africa,  ha uno sviluppo dei rami assai ampio; è alta
circa 90 cm, cresce su terreni ghiaiosi e sul pietrisco, su campi non coltivati
e su strade aperte. La pianta in toto
è considerata un foraggio pregiato per gli animali,   mentre le foglie sono commestibili anche per
l'uomo e, dal momento che la Cicoria cresce dovunque, anche sui terreni
incolti, in quantità massiccia, rappresenta una risorsa alimentare  sempre a portata di mano.

Così umile, eppure così preziosa, quest’erba dal sapore amaro ha notevoli
proprietà terapeutiche.

L’utilizzo della Cicoria  a scopo curativo inizia nel 1577:  sono stati infatti trovati degli scritti, nei
quali viene raccomandato di bagnare con acqua alcune foglie, e di  berne il liquido  per facilitare la funzione biliare. Oggi, si
preferisce preparare, con le foglie di Cicoria, un infuso da bere a digiuno,
contro i problemi epatici, intestinali, mancanza di appetito e come depurativo
del sangue.

La Cicoria, che non possiede effetti
secondari, ha infatti proprietà disintossicanti, lassative, toniche. E’ un buon
rimedio contro l'itterizia e i disturbi di fegato, non solo per gli esseri
umani, ma anche per gli animali. 

Il rimedio  

La stagione di
fioritura della Cicoria è molto lunga: da giugno al tardo autunno. In questo periodo,
i capolini azzurri a forma di stella si aprono col sorgere del sole al mattino
e si chiudono al pomeriggio; quando il cielo è molto coperto restano chiusi.
Sono molto delicati e appassiscono subito dopo essere stati raccolti. Alla
delicatezza dei fiori si contrappone l’incredibile forza dell’apparato
radicale. La Cicoria è una pianta invadente, che cerca di allargarsi a più non
posso, e che è impossibile debellare: più la si taglia, più si estende. Cicory
è simile a una matriarca, che organizza la sua “famiglia” attorno a sé;
infatti, dalla sua radice centrale si sviluppano molte piccole piantine
intorno  alla pianta madre, che  controlla 
tutto dall'alto. Allo  stato
selvaggio, impedisce la crescita di qualsiasi altra pianta a lei vicina, anche
l'erbaccia, asfissiandola e diventando la "regina". In Chicory troviamo qualcosa del mito di
Demetra, la Madre Terra, la Dea della nutrizione, delle messi e dei raccolti;
spesso infatti, queste piantine crescono si margini delle terre coltivare e dei
campi di grano. 

Chi ha bisogno di CHICORY?

Chicory è il
rimedio delle persone che amano… soffocando. Amorevolmente, si intromettono
nella vita altrui criticando, correggendo e riorganizzando. L’individuo Cicory
è sempre prodigo di consigli, ma guai se il suo aiuto viene respinto! Inizierà
a lamentarsi per  l’ altrui insensibilità
e ingratitudine. Fortemente segnati da Chicory sono quei genitori autoritari
(soprattutto le madri!), che tendono a soffocare i figli con le proprie
attenzioni. Il  dramma inconscio di Chicory
è la paura di non essere amato; questo individuo, apparentemente forte e sicuro
di sé, ha infatti  un vuoto interiore che
deve riempire con affetti, riconoscimenti ed attenzioni. Per questo si dà da
fare, al fine di avere, come contropartita, 
quell'amore senza il quale ritiene di non saper vivere.

Bach ha
definito questa persona "the need
mother
" cioè la madre bisognosa
che fa molto per i figli, ma  chiede in
cambio un’obbedienza e un consenso incondizionati. Chi ha bisogno di Cicory  tende a diventare egoista, a manipolare le
emozioni degli altri per i propri bisogni e desideri.   In questi casi l’energia che normalmente
fluisce dal cuore è ostacolata, congestionata, e la persona prova sentimenti di
autocommiserazione e di vittimismo. 

I mali del corpo e dello spirito

Questo
soggetto soffre essenzialmente di malattie psicosomatiche. Talvolta il disagio
si esprime con malesseri all’apparato respiratorio: difficoltà a respirare,
tosse secca, rauca, persistente in soggetto invadente; asma bronchiale, respiro
sibilante. Altre volte, è l’apparato circolatorio a subire gli effetti di
questa costante tensione, esprimendosi con ipertensione arteriosa,
palpitazioni, aritmie sinusali. Anche  il
sistema digestivo può essere influenzato, con la comparsa di bulimia, gas
intestinali, difficoltà nella digestione, se non riesce ad intromettersi negli
affari altrui. Ovviamente, il sistema nervoso non è immune, e il soggetto
Cicory soffre spesso di ipocondria ricorrente (disturbo istrionico di
personalità, attraverso il quale si cerca di attirare l'attenzione su di sé),
nevralgie articolari, depressione. In ogni caso, l’individuo  Cicory non soffre in silenzio, perché è
afflitto da forte vittimismo e usa la malattia come un'arma di ricatto

Attraverso l’assunzione del rimedio
N° 8, diminuisce l'insicurezza affettiva, e quindi l’individuo è portato ad
avere rapporti meno possessivi con gli altri. Cicory agisce sulla psiche,
liberandola dai pensieri velenosi e negativi, aiuta anche ad eliminare le
tossine dall'organismo, quando il corpo si trova in una fase di ristagno.
Elimina il sentimento egoistico ed opportunista, ci si convince che e' bello
dare, senza chiedere nulla in cambio. Perché, inevitabilmente, si attireranno
amore, solidarietà, consenso, da tutti

 Le parole di Bach: Io ti aiuto a dare agli altri il tuo amore senza aspettative e senza
condizioni. Riesci ad immedesimarti bene negli altri, a vedere le loro
necessità e a donare calore e sicurezza”.


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 Una Pietra per il   LEONE

DIAMANTE: il miglior amico del
Leone…e della Leonessa

“Adamantino”, ovvero “Proprio del Diamante” significa “Indomabile”. E
non è l’ indomabilità la vostra caratteristica più significativa? La pietra che
vi rappresenta non poteva essere dunque che il Diamante, che, grazie alla sua
tenacia e alla sua pazienza, da oscuro pezzo di carbone, si trasforma, nei
millenni, nella gemma più luminosa, più rara, più esclusiva.

  Le sue generalità

L'origine esatta del Diamante è
ancora piuttosto misteriosa, persino per gli scienziati e i geologi. Sebbene
sia la gemma più dura conosciuta dall'uomo, la sua composizione è molto
semplice: è comune Carbonio, come la Grafite delle matite, ma con un punto di
fusione di circa 4.000 gradi centigradi, cioè due volte e mezzo il punto di
fusione dell'acciaio. Questo elemento dà l’idea della caratteristica
fondamentale del Diamante, termine di derivazione greca, da Adamas, ovvero Indomabile: pericoloso da estrarre, difficile da tagliare,  delicato da lavorare, il Diamante è la gemma
che meno si inchina alle esigenze dell’uomo!

Miliardi di anni fa, le forze
naturali di calore e di pressione trasformarono miracolosamente il Carbonio in
Diamante, nel calderone di magma fuso che si trovava nelle profondità della terra.
La massa vulcanica in cui questa cristallizzazione avvenne, salì e irruppe
attraverso la crosta terrestre raffreddandosi nei filoni di Kimberlite o
Lamproite. Ed è infatti in questi filoni che ancora oggi si trovano la maggior
parte dei diamanti.

Tutto ciò che è molto raro è
anche prezioso. I Diamanti, formatisi miliardi di anni fa, sono rari perché
solo pochi sono sopravvissuti al rischioso percorso dalle profondità della
terra alla superficie. Tutti i Diamanti sono rari, ma quelli destinabili alla gioielleria
sono ancora più rari. Di questi, meno del 5% superano il carato. Ottenere una
quantità relativamente piccola di pietre, sia per gioielleria che per uso
industriale, non è facile nemmeno con la tecnologia odierna.
Approssimativamente, devono essere estratte e lavorate 250 tonnellate di
Kimberlite per ottenere un diamante da gemma di un carato di buona
qualità. 

E’ convinzione comune che i  primi
Diamanti siano stati inizialmente scoperti ed estratti in India, dove furono
trovati significativi depositi alluvionali di questa gemma,  che era utilizzata nelle icone religiose. E’
probabile che fosse nota e considerata preziosa già 6000 anni fa; si trovano
infatti riferimenti ai Diamanti nei testi sacri di quel periodo. Le  opere
buddiste, dal IV secolo a.C. in poi, descrivono il Diamante come pietra
molto nota e preziosa. I Diamanti giunsero nella Roma antica dall'India e vi
sono chiari riferimenti circa il loro utilizzo come strumenti d'incisione.

In un'opera cinese del III secolo a.C. leggiamo: «Gli stranieri li indossano, nella convinzione che essi possano
allontanare da loro gli influssi malign
i». Da queste genti, che non avevano
giacimenti di Diamanti nel loro paese, queste gemme non erano considerate
preziose come  la Giada.

Nel ‘700 furono scoperti giacimenti nel Borneo, e iniziò così il
commercio di questa gemma nel sud-est asiatico. Fino al XVIII secolo, infatti,
i Diamanti che giungevano in Europa provenivano esclusivamente dall'India o dal
Borneo, e solo nel 1725, in Brasile, 
furono trovati i primi campioni  e
successivamente, nel 1843, fu rinvenuto il Carbonado,
un aggregato microcristalino di diamante, di colore bruno-nero, impiegato
nell'industria.

Il primo ritrovamento in Sudafrica avvenne nel 1867, nei pressi delle
sorgenti dell'Orange, e fino al 1871 vennero sfruttati unicamente i
giacimenti di tipo alluvionale.
In seguito si scoperse
l'esistenza dei camini diamantiferi, dei quali il più noto è costituito dalla
miniera di Kimberley, dalla quale prende il nome la roccia madre del Diamante.

 

La popolarità dei
Diamanti è aumentata a partire dal
XIX
secolo
,
grazie alla
maggiore offerta, al miglioramento delle tecniche di taglio e lucidatura e alla
crescita dell'economia.

 

Simboli, curiosità e leggende

-       
Gli antichi Greci credevano che i Diamanti
fossero frammenti di stelle caduti sulla terra. Alcuni di loro dicevano che
erano le lacrime degli Dei.

-       
Un'altra leggenda sostiene che esisteva una
valle inaccessibile, nell'Asia centrale, tappezzata di Diamanti, custodita da
uccelli rapaci dall'alto e da serpenti dagli occhi assassini sulla terra.

-       
Per gli antichi Romani,  i Diamanti erano  frammenti di stelle cadenti.

-       
 Gli Indù,
addirittura, incastonavano i Diamanti negli occhi di alcune loro statue.

-       
 Secondo
la tradizione,  il Diamante ha la
proprietà di sciogliere gli incantesimi o rivelare la verità, ma può perdere
per sempre questa proprietà qualora venisse usato in maniera impropria.

-       
Spesso associato all’immagine di Venere, si
riteneva potesse proteggere dalle entità demoniache.

-       
Rubare  un
Diamante, nel Medioevo, significava procurarsi una vita di sventure e
disgrazie.

-       
 Si
riteneva che i suoi poteri magici potessero tenere lontani gli spiriti del male, le suggestioni, gli incantesimi di
stregoni…

-       
Neppure gli animali feroci avrebbero
osato assalire un individuo con un Diamante sul corpo.

-       
Indossare un anello con incastonata questa
pietra, in modo tale che la punta fosse a contatto con la pelle del dito, nella
mano sinistra potenziava la sua opera protettrice.

-       
La ragione della scelta della mano sinistra per
indossarlo ci viene da Sir John
Maundeville (autore inglese del XIV secolo):
 La virtù del diamante è più grande nella mano sinistra in quanto la
forza della crescenza è diretta verso nord, che è la parte sinistra del globo
quando una persona volge il viso verso Oriente
”.

-       
Anticamente
si pensava che questa pietra, se indossata, conferisse valore, ardimento e
salute. Nelle battaglie e nei tornei favoriva la vittoria.

-       
L’usanza
vuole che per essere potente il suo influsso, il Diamante debba essere ricevuto
in dono.

Le sue proprietà per lo
spirito

Una tradizione popolare, a dispetto dell’etimologia
classica, vuole che il termine Diamante,
nella lingua italiana, significhi Amante
di Dio
, in quanto questa preziosissima 
gemma è universalmente simbolo della perfezione e della luminosità, ma
anche dell’incorruttibilità e, di conseguenza, dell’immortalità. Questa gemma
e’ anche il simbolo della perfetta maturità, e nell’Alchimia rappresenta il
punto d’arrivo della Grande Opera. Nella sua forma grezza, cubica, il Diamante
è considerato simbolo di Verità. Saggezza e Perfezione morale, quindi, sono le
sue virtù, capaci di influenzare positivamente l’animo umano. Secondo la Cristalloterapia,
il Diamante stimola l’intuitività, e  consente di avvicinarsi al proprio
potenziale spirituale più elevato. La sua brillantezza tiene a bada la
negatività ed eleva alla massima spiritualità. Questa magnifica pietra ha sempre simboleggiato la Verità che sfugge a
qualsiasi regola
.
Contribuisce a sviluppare una chiara
comprensione della propria situazione esistenziale. Aiuta ad affrontare le
prove della vita e a migliorare il 
carattere. Incoraggia la libertà di pensiero e spinge a rispettare se
stessi. Aiuta a superare la paura, la depressione e il senso di vuoto. Induce
ad analizzare le conseguenze delle proprie azioni. Promuove il pensiero
razionale, stimola la capacità di apprendimento, rafforza la capacità di
risolvere i problemi e prendere delle decisioni. Rigenera e purifica l'aura,
fortifica la mente. Crea uno scudo di luce ed è simbolo dell'amore.

Le sue proprietà per il corpo e la mente



 

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UN PIANETA, UN ELEMENTO, UN RIMEDIO OMEOPATICO

Astrologia e Omeopatia: per
curare il paziente, non la malattia

LEONE (23  Luglio- 22 Agosto) - 5a Casa 

SOLE – ORO (AURUM METALLICUM )

Segno di Fuoco, Maschile, fisso, Costituzione biliosa

Domicilio del Sole -  Esaltazione
di Nettuno - esilio di Urano e Saturno

 

 

Nel corso degli ultimi decenni, molti medici
(evidentemente, di vedute non ristrette come la maggior parte dei colleghi
“ortodossi”) hanno individuato una stretta correlazione fra rimedi e terapie
naturali e segni zodiacali. Il principio è, infatti, che ogni individuo, in
base alla propria carta di nascita, può essere predisposto a particolari forme
di malessere, con modalità del tutto proprie, per niente uguali a quelle di
chiunque altro: l’interesse è pertanto rivolto non al malessere in sé, quanto
alla persona che ne è colpita, e forme patologiche, apparentemente simili,  vanno curate con modalità differenti.

In particolare, come non rilevare lo stretto
rapporto che lega Astrologia e Omeopatia?

Esiste infatti un repertorio di rimedi omeopatici
che permette di associare a ogni Segno dello Zodiaco (e ad ogni pianeta) un
sale doppio, oppure un metallo, preparato secondo le regole di Hahnemann,
medico sassone del XVIII secolo, 
fondatore della medicina omeopatica. Questi rimedi vengono prescritti al
malato per guarirlo dalle malattie causate da pianeti dissonanti del tema
natale.

Ma quali sono i principi della medicina omeopatica?
Il sistema terapeutico  di Hahnemann si
basa su poche, semplici regole:

-       
La  prima, fondamento stesso del
sistema, è : “ Curare il simile con il simile”, implicita già nel nome. L’Omeopatia
(dal greco «homoios», cioè simile, e «pathos» che significa dolore) è
fondata sul concetto di similitudine
tra i sintomi prodotti dal male e il rimedio da adottare per guarire il
paziente.

-       
La seconda regola è: “Curare il paziente, non la malattia”.
Per l’Omeopata, da prendersi in considerazione non è la malattia per se stessa, bensì l’uomo, nella sua totalità
di creatura mentale e spirituale, prima ancora che materiale. Una visita secondo i criteri di
Hahnemann prevede quindi, oltre ad una capillare osservazione delle specifiche
fisiche (altezza, peso, colore degli occhi e dei capelli) un lungo ed accurato
colloquio con il paziente, attraverso il quale vengono portate alla luce le
motivazioni di ordine psicologico che hanno determinato l’insorgere del
disturbo.

-       
L’Omeopatia è una terapia vibrazionale, che, sfruttando il
principio della fisica quantica, proclama che la forza guaritrice di un rimedio
è inversamente proporzionale al suo peso; l’equazione potrebbe suonare: peso
minore = maggiore efficacia
. I rimedi si presentano quindi in
differenti diluizioni, aventi lo scopo di trasformare la materia, di cui è
composta la sostanza,  in pura energia,
in quanto nulla rimane, alla fine delle diluizioni, della sostanza originale.
Più forte è la diluizione e, paradossalmente, più forte è il potere del
rimedio.

-       
Ciò che avvelena può curare”. Infatti, molti dei rimedi
hahnnemaniani sono sostanze che, in dosi normali, possono provocare gravi
sintomi da avvelenamento negli individui sani. Anche in questo caso, è la
diluizione  che fa la differenza.

-       
Infine, per conferire il massimo del potere al rimedio, questo viene
sottoposto a una serie  di dinamizzazioni,
sbattimenti manuali che hanno lo scopo di cambiare la forza energetica della
sostanza dandole un ordine atomico differente. In altre parole si ottiene un
medicamento che anziché «materia» contiene «antimateria”.

I principi della medicina omeopatica astrologica
sono diversi da quella puramente hahnemanniana, pur avendo in comune tra loro
il principio della similitudine. Per l’astrologo si tratta di individuare da
quale Segno, pianeta o grado provenga lo squilibrio e di privare quel punto
della sua forza negativa, somministrando, in dose omeopatica l’elemento
corrispondente al Segno o al pianeta da cui proviene l’influenza “negativa”.

A differenza del medico omeopata, il medico
astrologo, per mezzo del tema natale, è informato circa i periodi più indicati
per iniziare una cura e conosce con esattezza l’intensità e la qualità delle
energie che hanno favorito lo stato di squilibrio.

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Il Sole  e il Leone: una bruciante vitalità

A voi del
Leone è capitato in sorte di nascere sotto il segno che, in qualche modo,
rappresenta il centro stesso dell’attività del nostro sistema astronomico,
perché sottoposto al dominio del luminare fonte di vita: il Sole.

Innegabilmente, gli
uomini primitivi, svegliandosi dopo la buia 
notte foriera di pericoli sconosciti, guardavano all’astro come al
benefattore portatore di luce, di calore, di risorse alimentari. Più tardi,al
Sole molti popoli antichi dedicarono le loro prime architetture: gigantesche
costruzioni e composizioni di monoliti che sopravvivono ancora oggi soprattutto
nel nord Europa (Gran Bretagna, Scozia). 

I Greci, pur avendo
nel loro Olimpo un dio, Elio,  che
rappresenta il Sole, attribuiscono molti caratteri tipici dell’astro a un'altra
divinità, Apollo, il cui culto era più popolare. Gemello di Diana, figlio di
Giove e Latona, Apollo era nato a Delo, dove la madre si era rifugiata per
sfuggire alle persecuzioni di Giunone e del serpente Pitone. Dio della Luce,
Apollo era infallibile arciere punitore, ma era anche dio della Medicina e
della Profezia,e maestro o guida delle Muse. Apollo-Febo guidava per i cieli il
carro del  Sole

Per l’astrologia
antica (scienza che coincideva con l’astronomia), il Sole era solo uno dei
pianeti mobili, in quanto apparentemente ruota attorno alla Terra. Nel sistema
tolemaico, era la Terra al centro dell’universo, non il Sole (cambiamento di
prospettive avvenuto con la “rivoluzione copernicana”, anche se alcuni popoli
antichi già ponevano il Sole al centro del sistema di pianeti). Le qualità che
l’astrologia gli conferisce sono Virilità, Luminosità, Autorità. Essendo in
relazione alla posizione del Sole che si stabilisce sotto quale segno sia nata
una persona, è quindi il Sole che stabilisce la posizione di una persona nel
mondo. Il movimento del Sole facilita l’associazione tra il suo viaggio nel
cielo e la vita umana, anche per questo gli è attribuita tanta importanza e
influenza.

 La principale caratteristica attribuita alle
divinità solari è l’essere portatrici di luce, e quindi di immortalità, nel
continuo ciclo di rinascita (alba, tramonto, alba / vita, morte, rinascita). In
tutto il  mondo, dagli antichi babilonesi ad oggi, in modi e con nomi
diversissimi si è invocato e si invoca il dio Sole perché scacci le tenebre e
riporti la luce e la vita sulla terra. Nell’iconografia cristiana, Cristo è
paragonato a Elio, circondato dai suoi raggi sul carro del Sole, oppure al
Giudice Universale, circondato da un’aureola che ricorda l’astro; in quanto poi
Signore del Tempo, soprattutto nell’arte romana si ritrova accostato alla
figura del Sole che fissa la durata del giorno.

 L’area
culturale in cui fu più importante la venerazione del Sole, forse ancor più che
in Egitto, fu il Perù arcaico, dove l’astro era considerato l’antenato divino
della stirpe Inca. Le associazioni simboliche tradizionali presenti in questi
luoghi, comunque, sono avvicinabili a quelle egizie, come le corrispondenze
Sole / oro / re defunti, considerati suoi figli, e Luna / argento / regine
defunte, così come la conservazione dei corpi imbalsamati tramite i metalli
nobili.

Avendo per Maestro il Sole,
espressione massima di forza, vitalità e ottimismo, il segno del Leone non può
che beneficiare di queste caratteristiche, che lo rendono il più longevo e invulnerabile
dello zodiaco. Ma, poiché non vi è luce senza ombra, anche questo segno ha i
suoi lati deboli. Il primo dei quali è il cuore, centro vitale di tutta
l’attività del corpo umano che, a causa di sollecitazioni troppo forti e troppo
frequenti, può logorarsi, predisponendo alle relatore patologie. D’altra parte,
il Leone rappresenta l’esilio di Saturno: ci si può dunque stupire se i nativi,
incuranti di prudenza e senso del risparmio delle proprie energie
(caratteristiche di cui i nativi del Capricorno abbondano), tendano a vivere
alla grande? A livello emotivo, il Leone è predisposto essenzialmente a
malesseri di tipo cardiocircolatorio, dovuti alla tensione nervosa e alla
tendenza ad abbandonarsi sovente agli eccessi alimentari. L’ipertensione si traduce
anche in disturbi alla colonna vertebrale e alla spina dorsale, con artrosi,
dolori intercostali, mielite, infiammazione della spina dorsale. Un organo
piuttosto delicato, per questo segno, sono gli occhi, che vanno protetti
accuratamente. 

L’Oro: il metallo della
longevità

La simbologia attorno al  binomio Oro = Potere si perde nell'antichità
e il suo significato era universalmente riconosciuto, tanto che l'Oro é uno dei
doni offerti dai Magi a Gesù Bambino.

Ciò che è prezioso è divino, quindi immortale, quindi portatore di benessere
materiale, ma anche di buona salute: questo, a grandi linee, il ragionamento
che i primitivi  devono aver fatto,
attribuendo a metalli e pietre preziose poteri curativi. Poi, con la comparsa
dell’Alchimia prima, e della chimica nei secoli più recenti, si è scoperto che
metalli e pietre contengono effettivamente elementi che possono contribuire al
risanamento dell’individuo. Probabilmente l'Oro é stato uno dei rimedi più
antichi usati dall'uomo. Per secoli, gli alchimisti hanno cercato, con
risultati deludenti, di preparare l'Oro Potabile. Dove questi seri
studiosi non sono arrivati, è arrivata, secoli dopo, con molta semplicità
l'Omeopatia.  

L’Oro è l’unico metallo che non
si ossida, che con il tempo non si corrompe, diventando opaco; allo stesso
modo, il rimedio in diluizione omeopatica preparato con questo elemento
potenzia al massimo le difese immunitarie e protegge il corpo dal
deterioramento causato dalla vecchiaia.

Il rimedio omeopatico: Aurum
Metallicum – per conservare più a lungo la vitalità leonina

Il più grande pericolo, per voi del Leone, è rappresentato…da voi
stessi. Sì, perché non accontentandovi di vivere come comuni mortali, siete
portati a esigere in tutto: nell’attività, nell’alimentazione, nel sesso…Ricordatevi
perciò che siete forti, ma non immortali, altrimenti rischiate di diventare
individui di mezza età acidi e frustrati.

Per riparare ai danni del tempo e della vostra cattiva gestione, ecco
arrivare l’Oro sotto forma di rimedio omeopatico.

Aurum metallicum  è una polvere
finissima e bruna, che non luccica (ma assume un colore giallo brillante se
viene pressato a mortaio)  d’Oro
metallico in diluizione omeopatica. La sua azione riguarda i tessuti ossei,
linfatici, ghiandolari, il sistema nervoso centrale, l'apparato digerente e
circolatorio. Nella fase di equilibrio, il tipo Aurum metallicum è sempre pieno
di iniziative e di progetti personali. Quando sopraggiunge la fase di
cedimento, lo stesso individuo accuserà un crollo delle proprie speranze che,
peraltro, ricerca all’esterno. In certi casi, lo stato d’animo del tipo Aurum
metallicum è provocato da reali abbandoni, mortificazioni, ingiustizie,
ma,  spesso,  i suoi malesseri psicologici vengono indotti
da situazioni assolutamente comuni.  Se
poi vorrà indirizzarsi verso motivazioni, conoscenze, esperienze futili e prive
di significato, per compensare il vuoto esistenziale,  questi "trucchetti"  si riveleranno assolutamente inefficaci.   La disperazione del tipo Aurum metallicum si
ingigantisce, dunque, quando egli non riesce ad individuare soluzioni
esistenziali capaci di riempire la vita e di dissolvere il vuoto interiore.
Tutto ciò può provocare senso di fallimento, demotivazione e collera esplosiva
la quale, perciò, si trasforma facilmente in angoscia, tristezza, senso di
solitudine.

Hannemann  descrive l’individuo che
necessita di Aurum Metallicum come un soggetto costantemente preoccupato,
irritabile,   ipersensibile in tutti i
sensi, i cui sintomi peggiorano se   prende freddo, d’inverno, ma anche
con il rumore eccessivo  e con
l’eccessivo esercizio mentale. Migliora invece
d’estate, grazie al calore.

Aurum metallicum è 
rimedio  per l’ipertensione
arteriosa,  che si manifesta con vampate
violente di calore, sensazione di congestione alla testa e alla nuca,
vertigini; i sintomi  si evolvono più
velocemente nei giovani rispetto agli anziani. L’Oro metallico può essere anche
utile nei casi di ipertensione della menopausa. Inoltre, Aurum trova
applicazione nelle extrasistole, nella sensazione di pulsazioni toraciche,
senso di oppressione, di soffocamento che provoca una forte angoscia,
impressione che il cuore si fermi e riprenda a battere con un sobbalzo. Aurum
Metallicum è un rimedio utile nell'aterosclerosi. I sintomi caratteristici che
il soggetto presenta sono faccia rossa e violacea, palpitazioni violentissime,
difficoltà respiratorie, sensazione che il cuore smetta di pulsare.  Un altro campo di applicazione è quello dei disturbi da raffreddamento,
come riniti e sinusiti croniche con dolori ossei frontali oppure delle ossa del
naso, che peggiorano di notte. Aurum Metallicum, infine, allevia disturbi agli
occhi, ad esempio gli arrossamenti accompagnati da ipertensione oculare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oroscopo di oggi

Ariete  Toro  Gemelli  Cancro  Leone  Vergine  Bilancia  Scorpione  Sagittario  Capricorno  Acquario  Pesci