Aromaterapia
Attraverso l’AROMATERAPIA, andremo a conoscere i segreti delle essenze distillate da erbe e fiori.
I PROFUMI DELL’ANIMA
Non c’è niente di più etereo ed effimero di un fiore. Eppure, non c’è rimedio più potente dell’estratto aromatico del fiore stesso. Perché in quella “Quintessenza” è racchiuso il concentrato massimo di tutte le proprietà del vegetale, che possono raggiungere, con una velocità sorprendente, il cervello come ogni altro organo.
L’Aromaterapia, il sistema terapeutico che si serve del potere dei distillati di fiori, di cortecce, legni, semi e resine vegetali, è antichissima, e le sue origini sono ammantate dal fascino della leggenda. Attraverso lo studio delle diverse civiltà antiche ci si può rendere conto che in ognuna di esse è contemplato l’uso essenze odorose (Incenso, Mirra, Cedro) nelle celebrazioni di riti religiosi; e non solo perché tutto ciò che è gradevole, raro e prezioso viene automaticamente associato alla divinità, ma anche per uno scopo molto più pratico e prosaico: gli effluvi sprigionati dagli incensi sono infatti ricchi di principi antisettici e antibatterici, utilissimi per prevenire epidemie in luoghi gremiti di persone scarsamente attente all’igiene, nei quali si celebravano sacrifici sanguinosi. Nei papiri egizi sono descritte molte formule di rimedi terapeutici e cosmetici a base di oli essenziali, nonché di pratiche rituali riguardanti l’imbalsamazione, per la quale il potere antisettico e disinfettante di essenze (Canfora, Trementina, Ginepro, Cannella) si rendeva indispensabile per contrastare la decomposizione.
La Bibbia contiene un numero altissimo di citazioni sull’uso di ungenti a base di oli essenziali, così come i poemi omerici: le essenze erano preziose al capezzale dei malati, come sui campi di battaglia, come nelle toilette delle signore e…nelle alcove, per i loro poteri terapeutici, rinvigorenti, cosmetici e afrodisiaci.
Nell’età imperiale di Roma, le classi più abbienti, smaniose di sostituire le sobrie abitudini repubblicane con quelle più fastose e edonistiche dei popoli orientali, furono conquistate dall’uso di essenze rare e preziose, tanto da abusarne, attirando la censura dei conservatori. Gli Arabi, in seguito alla conquista dell’Egitto, svilupparono e perfezionarono al massimo l’arte medica egizia, in cui gli oli essenziali avevano un ruolo fondamentale. A seguito delle Crociate, i loro segreti riuscirono in parte a raggiungere l’Europa, dove l’Aromaterapia venne coltivata soprattutto dai monaci, che distillavano le essenze dalle erbe coltivate negli orti (Rosmarino, Salvia, Menta, Lavanda).
Dal Settecento, fu principalmente la cosmetica e la profumeria a servirsi delle essenze, naturalmente a esclusivo beneficio di nobili e ricchi borghesi, mentre l’uso terapeutico cadde in disuso.
Solo a partire dalla seconda metà del Novecento, l’Aromaterapia ha ricominciato a interessare per l’efficacia e la potenza dei sui rimedi.
Le essenze: cosa sono e come svolgono le loro proprietà benefiche
Gli oli essenziali sono miscele complesse di sostanze volatili e odorose, liquide o solide, prodotte da molte piante e raccolte all’interno delle cellule vegetali; sono intimamente connessi con i processi vitali che si svolgono nell’organismo vegetale e si possono localizzare in diverse strutture della pianta, alle quali conferiscono l’odore caratteristico: nelle foglie, negli steli, nei frutti, nella scorza dei medesimi, nei rami, nel legno, nella corteccia, nella resina, nei fiori, nei semi, nella radice, nel rizoma.
Attraverso diverse procedure queste miscele di sostanze sono estratte e quindi utilizzate.
- Sono sostanze oleose, non sono solubili in acqua, anche se possono trasmetterle la loro profumazione.
- Sono solubili negli oli, nell’alcool e nei solventi organici.
- Sono volatili a temperatura ambiente.
- Sono infiammabili.
La formazione degli aromi delle piante non può avvenire senza l’azione della luce e del calore del sole, facendo di queste sostanze un concentrato massimo delle proprietà della pianta stessa.
Come agiscono gli oli essenziali? E’ molto semplice: una volta inalate, le particelle raggiungono la parte superiore delle cavità nasali. Qui, in una nicchia, del dotto nasale, sono concentrate le cellule ricettrici del sistema olfattivo, specializzato nel recepire lo stimolo degli odori. In ognuna di queste cellule sono impiantate sottilissime ciglia vibratili che, ricevuta l’informazione olfattiva e trasformatala in impulsi elettrici, la ritrasmettono a loro volta tramite il bulbo olfattivo fino al centro del cervello, dove è analizzata e confrontata con i modelli di riconoscimento già immagazzinati. In base a questo processo psichico, si produrrà nel cervello un particolare effetto, stimolante o sedativo, euforizzante o rilassante. In parole ancora più semplici, possiamo dire che un certo profumo, entrando in contatto con la porzione del cervello preposto al ricordo (inteso come memoria genetica), risveglia una particolare sensazione, gradevole o respingente, a seconda delle circostanze alle quali è legato il ricordo stesso.
Ma non è solo la psiche a percepire il messaggio delle essenze: le reazioni biochimiche avvengono in ogni organo del corpo umano. L’Aromaterapia praticata da medici studiosi di tecniche naturali è in grado di recare sollievo a numerosi disturbi a carico dei diversi apparati: respiratorio, digerente, circolatorio...
Un aspetto fondamentale dell’uso degli oli essenziali è l’importanza della compatibilità olfattiva. Ogni individuo ha nella sua memoria più remota, spesso ereditata geneticamente mediante il DNA, ricordi piacevoli o spiacevoli, sepolti nell’inconscio, che possono essere risvegliati da un particolare profumo. La mente, sollecitata da un aroma associato a esperienze dolorose, reagisce ponendo solide barriere di rifiuto, e annullando l’effetto benefico.
Per essere sicuri che un’essenza sia appropriata per noi, al di là delle indicazioni generiche, basterà fare un piccolo test: se ne mette qualche goccia su pollice e indice, si strofinano le dita e si inspira profondamente. Se avvertiremo una sensazione di piacere, vorrà dire che l’olio potrà espletare su di noi le sue proprietà benefiche in pieno; se invece avvertiremo un senso di repulsione, vorrà dire che la mente rifiuta quell’aroma, che quindi non potrebbe recarci alcun beneficio.
Il medesimo test olfattivo ci permetterà di testare la qualità dell’essenza, il cui profumo deve essere pieno, integro e persistente. Se, al contrario, avvertiremo un retrogusto indefinibile, oleoso e se la profumazione svanirà rapidamente, vorrà dire che l’olio essenziale è stato mescolato in un altro olio vegetale di scarso valore, e le prestazioni saranno quindi inferiori o nulle.
Utilizzo Esterno: Tecniche e indicazioni
Le possibilità d’utilizzo per via esterna degli oli essenziali sono numerose e permettono, data la grande capacità diffusiva degli oli, un buon assorbimento da parte dell’organismo, con minor rischio di effetti indesiderati rispetto all’assunzione per via orale.
- Massaggio. Un buon olio da massaggio si ottiene aggiungendo qualche goccia di essenza in un olio vegetale, fra i quali i più idonei sono quelli di Sesamo, di Jojoba, di Mandorle dolci, di Vinaccioli, di Germe di grano.
- Bagno aromatico. Niente può apportare un senso di pieno benessere, specialmente dopo una giornata fredda e faticosa, come l’immersione in un bagno aromatico! Si prepara aggiungendo all’acqua del bagno (a temperatura piacevolmente calda, dai 36 ai 39-40° C) qualche goccia (non più di cinque) di essenza. Poiché gli oli essenziali sono pressoché insolubili in acqua, vanno in precedenza, emulsionati, con un cucchiaino di miele, oppure due cucchiai di latte o un po’ di sapone liquido, quindi versati nella vasca, rimestando bene l’acqua per facilitare la dispersione dell’olio.
E’ possibile usare gli oli essenziali anche per la doccia: si versano 4-5 gocce d’olio essenziale su un guanto di spugna bagnato e cosparso con un po’ di detergente liquido neutro o di bagnoschiuma. Si friziona lentamente il corpo, per permettere alle essenze di espletare la loro azione benefica. - Frizioni. Una frizione con olio essenziale su tutto il corpo o su una sua parte può svolgere varie funzioni terapeutiche ed estetiche, offrendo un effetto rinvigorente, tonificante, rilassante ecc.. Qualche cucchiaiata di aceto di mele, nel quale siano state versate 5-6 gocce d’olio tonificante o rassodante, su una spugna o un pezzo di tela, sarà sufficiente per eseguire una frizione a livello delle gambe, dei glutei e dell’addome per riattivare la circolazione, rassodare i tessuti e ridurre gli inestetismi della cellulite.
- Nell’ambiente. Disperdere le essenze in locali chiusi, soprattutto se molto frequentati, offre la possibilità di evitare la diffusione di epidemie di malattie virali. Inoltre, ogni essenza emana un aroma che parla direttamente al cuore. Il metodo più semplice consiste nel versare alcune gocce nella vaschetta d’acqua che è comunemente appesa al calorifero per aumentare il grado d’umidità dell’aria. Il calore, tuttavia, può diminuire o vanificare le proprietà delle essenze, per cui è preferibile servirsi di diffusori che si basino sul principio della polverizzazione a freddo delle gocce di olio, producendo una sorta di nebbiolina che sale nell’ambiente, diffondendo gli aromi.
I profumi del Cielo: Astrologia e Aromaterapia
L’Universo è unità assoluta. Per questo, possiamo riscontrare, ricercando nella Tradizione, particolari corrispondenze tra segni zodiacali (influenzati dai corrispondenti pianeti) ed essenze, che funzionano come una sorta di richiamo vibrazionale in grado di porsi in sintonia con l’individuo appartenente al segno e di procuragli gradevoli influenze. Utilizzando le essenze in sintonia con i vari segni, è possibile correggere al positivo gli aspetti psicologici che caratterizzano la personalità, mediante la stimolazione di precise assonanze: un modo gradevole e divertente per raggiungere una piena armonia psico-emotiva, indispensabile presupposto per un benessere globale.













