Anche i fiori hanno emozioni
Grazie alla FLORITERAPIA di Bach, scopriremo i rimedi del famoso medico inglese indicati per i problemi psicologici di ogni segno.
“La malattia non è né una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla qual non avremmo mai dovuto scostarci”.
In queste semplici parole è racchiusa la filosofia del medico inglese Edward Bach, al quale dobbiamo la codificazione di quel meraviglioso sistema terapeutico che va sotto il nome di Floriterapia, e che si serve esclusivamente, come rimedi, di acque che hanno assorbito, mediante un procedimento assolutamente naturale, le vibrazioni di alcuni fiori, 38 per la precisione. Quelli che ormai in molti, e non solo gli addetti ai lavori, conoscono come I Fiori di Bach.
La Floriterapia cura il nostro campo vibrazionale o aura: ogni emozione negativa produce un’interruzione, uno strappo, che viene… riparato fornendo all’individuo il rimedio floreale che contiene quella stessa vibrazione/emozione, ma al positivo: fiducia per il pessimista, capacità di scelta per l’indeciso, accettazione per l’intransigente, e così via. Perché, e questa è la grande scoperta di Bach, il fiore vibra sempre in positivo, e permette di liberarci dal peso delle emozioni disturbanti, frutto dei condizionamenti esterni, che impediscono al nostro Io di manifestarsi in tutto il suo splendore e integrità. Il medico inglese ha voluto creare una medicina che cura seguendo il cuore, una medicina dolce, una non-medicina: i rimedi floreali, infatti, non contengono nessun principio attivo, ma solo vibrazioni emozionali trasmesse dalla pianta all’acqua che, mantenendone la memoria, le trasmette al a sua volta al fruitore. La Floriterapia non ha effetti collaterali ed è compatibile con ogni altra forma di terapia. Bach pensava che fosse dovere di ogni buon medico quello di insegnare alle persone ad auto-guarirsi, perciò il suo metodo venne volutamente reso il più semplice possibile, affinché fosse facile da utilizzare anche dall'uomo comune. Ecco perché, come ebbe a dire Bach stesso: “Non occorre alcuna conoscenza scientifica per poter usare i concentrati di fiori. Chi voglia ricavare il massimo vantaggio da questo dono di Dio deve mantenerli nella loro originaria purezza, immuni da ogni teoria e considerazione scientifica, poiché nella natura tutto è semplice”. La Floriterapia non agisce direttamente sulle malattie organiche, quanto piuttosto sulla disarmonia energetica che le ha generate; Bach suggerisce di non preoccuparsi del problema fisico, perché, una volta ristabilito l'equilibrio ai livelli superiori, questo scomparirà automaticamente.
Un fiore…
Il dottor Bach, oltre alla medicina ufficiale, si era interessato, nel corso della sua carriera, a ogni altro sistema terapeutico non convenzionale, traendo da ognuno di essi profondi insegnamenti. In una pausa forzata dall’attività, nella sua casa del Galles, osservando con interesse il “comportamento” delle piante, si accorse che queste e l’uomo hanno manifestazioni emotive assolutamente simili. Ebbe pertanto un’illuminazione, alla quale lo portarono le sue conoscenze sull’Omeopatia: dato un tipo psicologico umano, somministrandogli il rimedio ricavato dal fiore corrispondente, si può ottenere un notevole miglioramento del suo stato emotivo, facilitando la guarigione organica. I rimedi floreali sarebbero dunque dei catalizzatori, sostanze che permettono il verificarsi di un processo di giarigione, senza intervenire direttamente nel processo stesso. Nello scegliere i “suoi” fiori, Edward Bach studiò scrupolosamente la morfologia della pianta, prendendo in considerazione il numero e la forma dei petali, il colore, l’habitat: tutti questi elementi concorrono infatti a determinare il “carattere” del fiore stesso. Ad esempio, ogni colore ha una vibrazione, che corrisponde a un’emozione.
Giallo: è la Luce, ciò che illumina e indica il cammino giusto. Quando brancoliamo nel buio dell’incertezza e della paura, la vibrazione solare, legata alla forza decisionale, al principio maschile, alla maturità, ci indica la direzione.
Arancione: il colore dei frutti maturi ci induce a raggiungere il compimento di un’azione, laddove siamo portati a scoraggiarci e a lasciare le nostre imprese a metà.
Rosso: il colore del sangue, quindi della vita, stimola i soggetti tendenti a un’eccessiva introspezione.
Rosa: l’Amore, capace di trasformare l’odio e il rancore in una vibrazione calda e generosa.
Blu: la Spiritualità, capace di riportare l’individuo verso l’essenza più profonda della vita, qualora le preoccupazioni materiali l’abbiano distolto.
Viola: la realizzazione del Sé, fusione perfetta di spiritualità (blu) ed energia (rosso)
Verde: l’Inizio; è un ottimo stimolante per chi si trova in una situazione cristallizzata e non riesce a trovare la strada verso il cambiamento. Nel repertorio di Bach non ci sono piante rare ed esotiche, coltivate con cura in serra: i suoi rimedi sono ricavati da specie spontanee, quasi tutte facilmente reperibili nei campi, nei boschi o lungo gli argini dei corsi d’acqua del Galles.
…un rimedio
E proprio lì, accanto alla casa natale del dottore dei fiori, sorge il Centro Bach, dove ancora oggi i rimedi sono preparati seguendo scrupolosamente il procedimento originario. Che è di una semplicità e di una delicatezza assolute: niente viene tritato, macerato o tagliato, nel pieno rispetto dell'essere vegetale che ci dona la sua essenza. Vengono selezionati i fiori migliori di una stessa pianta, e vengono messi in coppe basse e larghe, piene d’acqua, ai piedi della pianta madre. Li si lascia poi riposare per alcuni giorni, in modo che i raggi del sole possano catturare le vibrazioni e trasmetterle all’acqua. Il liquido vibrazionato, al quale si aggiunge del brandy come conservante, viene poi suddiviso in flaconcini di vetro. Da questo rimedio concentrato, si potrà ricavare il rimedio definitivo, aggiungendo a quattro cucchiai di acqua minerale di qualità (tipo Evian) otto gocce di acqua vibrazionata. Unico, ma indispensabile accorgimento: il brandy deve essere invecchiato in botti di rovere, cosicché due piante sacre - la Vite e la Quercia- possano portare il loro contributo, regalando generosità (la Vite) e stabilità (la Quercia).
Anche il numero dei rimedi floreali ha una corrispondenza con la numerologia sacra: a 38 si arriva sommando 12 (i segno zodiacali) più 7 (i pianeti) e moltiplicando il prodotto 19 per 2 (il numero della manifestazione).
Come, quando e in che misura assumere i Fiori di Bach? La regola parla di quattro gocce poste sotto la lingua per qualche minuto, quattro volte al giorno, ma in realtà il loro utilizzo è assai più elastico: possono essere assunti anche più spesso, se ne sentiamo la necessità. Possono essere spruzzati nell’aria, oppure sugli indumenti, sul cuscino, sul piano della scrivania.
Dopo una lunga serie di esperimenti, Edward Bach compose il suo sistema terapeutico che si articola in 38 rimedi floreali, a cui aggiunse un trentanovesimo, il Rescue Remedy, un composto di cinque fiori, il cui scopo è duplice: da un lato, serve come rimedio d’apertura, per facilitare l’azione degli altri trentotto; dall’altro, viene consigliato per ogni stato di shock, per tutte quelle situazioni improvvise e dolorose, in cui l’individuo rimane mentalmente paralizzato, senza possibilità di prendere una decisione. E’, insomma, il raggio di luce nell’oscurità temporanea dell’anima.
I trentotto stati d’animo che possono essere stabilizzati grazie al rimedio corrispondente, possono essere interpretate come le facce di quel prezioso diamante che è la nostra anima: in essa, sono tutti presenti, ma solo alcuni di essi vengono evidenziati dalla difficoltà che stiamo vivendo. Questa, a sua volta, può essere interpretata come un espediente creato dall’Universo (o, per meglio dire, dalla parte di noi connessa con l’Universo) per offrirci una possibilità di evoluzione. La prima fase della cura mediante i Fiori di Bach prevede l’assunzione di Rescue Remedy per due settimane: questo permetterà di focalizzare i problemi della nostra anima in quel preciso momento.
La seconda fase si attua assumendo un composto realizzato con i fiori corrispondenti ai problemi messi in evidenza. E’ consigliabile aggiungere al composto anche il fiore corrispondente al segno zodiacale o costituzionale.
“La malattia non è né una crudeltà in sé, né una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui la nostra anima si serve per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre e per ricondurci sulla via della verità e della luce, dalla qual non avremmo mai dovuto scostarci”.
In queste semplici parole è racchiusa la filosofia del medico inglese Edward Bach, al quale dobbiamo la codificazione di quel meraviglioso sistema terapeutico che va sotto il nome di Floriterapia, e che si serve esclusivamente, come rimedi, di acque che hanno assorbito, mediante un procedimento assolutamente naturale, le vibrazioni di alcuni fiori, 38 per la precisione. Quelli che ormai in molti, e non solo gli addetti ai lavori, conoscono come I Fiori di Bach.
La Floriterapia cura il nostro campo vibrazionale o aura: ogni emozione negativa produce un’interruzione, uno strappo, che viene… riparato fornendo all’individuo il rimedio floreale che contiene quella stessa vibrazione/emozione, ma al positivo: fiducia per il pessimista, capacità di scelta per l’indeciso, accettazione per l’intransigente, e così via. Perché, e questa è la grande scoperta di Bach, il fiore vibra sempre in positivo, e permette di liberarci dal peso delle emozioni disturbanti, frutto dei condizionamenti esterni, che impediscono al nostro Io di manifestarsi in tutto il suo splendore e integrità. Il medico inglese ha voluto creare una medicina che cura seguendo il cuore, una medicina dolce, una non-medicina: i rimedi floreali, infatti, non contengono nessun principio attivo, ma solo vibrazioni emozionali trasmesse dalla pianta all’acqua che, mantenendone la memoria, le trasmette al a sua volta al fruitore. La Floriterapia non ha effetti collaterali ed è compatibile con ogni altra forma di terapia. Bach pensava che fosse dovere di ogni buon medico quello di insegnare alle persone ad auto-guarirsi, perciò il suo metodo venne volutamente reso il più semplice possibile, affinché fosse facile da utilizzare anche dall'uomo comune. Ecco perché, come ebbe a dire Bach stesso: “Non occorre alcuna conoscenza scientifica per poter usare i concentrati di fiori. Chi voglia ricavare il massimo vantaggio da questo dono di Dio deve mantenerli nella loro originaria purezza, immuni da ogni teoria e considerazione scientifica, poiché nella natura tutto è semplice”. La Floriterapia non agisce direttamente sulle malattie organiche, quanto piuttosto sulla disarmonia energetica che le ha generate; Bach suggerisce di non preoccuparsi del problema fisico, perché, una volta ristabilito l'equilibrio ai livelli superiori, questo scomparirà automaticamente.
Un fiore…
Il dottor Bach, oltre alla medicina ufficiale, si era interessato, nel corso della sua carriera, a ogni altro sistema terapeutico non convenzionale, traendo da ognuno di essi profondi insegnamenti. In una pausa forzata dall’attività, nella sua casa del Galles, osservando con interesse il “comportamento” delle piante, si accorse che queste e l’uomo hanno manifestazioni emotive assolutamente simili. Ebbe pertanto un’illuminazione, alla quale lo portarono le sue conoscenze sull’Omeopatia: dato un tipo psicologico umano, somministrandogli il rimedio ricavato dal fiore corrispondente, si può ottenere un notevole miglioramento del suo stato emotivo, facilitando la guarigione organica. I rimedi floreali sarebbero dunque dei catalizzatori, sostanze che permettono il verificarsi di un processo di giarigione, senza intervenire direttamente nel processo stesso. Nello scegliere i “suoi” fiori, Edward Bach studiò scrupolosamente la morfologia della pianta, prendendo in considerazione il numero e la forma dei petali, il colore, l’habitat: tutti questi elementi concorrono infatti a determinare il “carattere” del fiore stesso. Ad esempio, ogni colore ha una vibrazione, che corrisponde a un’emozione.
Giallo: è la Luce, ciò che illumina e indica il cammino giusto. Quando brancoliamo nel buio dell’incertezza e della paura, la vibrazione solare, legata alla forza decisionale, al principio maschile, alla maturità, ci indica la direzione.
Arancione: il colore dei frutti maturi ci induce a raggiungere il compimento di un’azione, laddove siamo portati a scoraggiarci e a lasciare le nostre imprese a metà.
Rosso: il colore del sangue, quindi della vita, stimola i soggetti tendenti a un’eccessiva introspezione.
Rosa: l’Amore, capace di trasformare l’odio e il rancore in una vibrazione calda e generosa.
Blu: la Spiritualità, capace di riportare l’individuo verso l’essenza più profonda della vita, qualora le preoccupazioni materiali l’abbiano distolto.
Viola: la realizzazione del Sé, fusione perfetta di spiritualità (blu) ed energia (rosso)
Verde: l’Inizio; è un ottimo stimolante per chi si trova in una situazione cristallizzata e non riesce a trovare la strada verso il cambiamento. Nel repertorio di Bach non ci sono piante rare ed esotiche, coltivate con cura in serra: i suoi rimedi sono ricavati da specie spontanee, quasi tutte facilmente reperibili nei campi, nei boschi o lungo gli argini dei corsi d’acqua del Galles.
…un rimedio
E proprio lì, accanto alla casa natale del dottore dei fiori, sorge il Centro Bach, dove ancora oggi i rimedi sono preparati seguendo scrupolosamente il procedimento originario. Che è di una semplicità e di una delicatezza assolute: niente viene tritato, macerato o tagliato, nel pieno rispetto dell'essere vegetale che ci dona la sua essenza. Vengono selezionati i fiori migliori di una stessa pianta, e vengono messi in coppe basse e larghe, piene d’acqua, ai piedi della pianta madre. Li si lascia poi riposare per alcuni giorni, in modo che i raggi del sole possano catturare le vibrazioni e trasmetterle all’acqua. Il liquido vibrazionato, al quale si aggiunge del brandy come conservante, viene poi suddiviso in flaconcini di vetro. Da questo rimedio concentrato, si potrà ricavare il rimedio definitivo, aggiungendo a quattro cucchiai di acqua minerale di qualità (tipo Evian) otto gocce di acqua vibrazionata. Unico, ma indispensabile accorgimento: il brandy deve essere invecchiato in botti di rovere, cosicché due piante sacre - la Vite e la Quercia- possano portare il loro contributo, regalando generosità (la Vite) e stabilità (la Quercia).
Anche il numero dei rimedi floreali ha una corrispondenza con la numerologia sacra: a 38 si arriva sommando 12 (i segno zodiacali) più 7 (i pianeti) e moltiplicando il prodotto 19 per 2 (il numero della manifestazione).
Come, quando e in che misura assumere i Fiori di Bach? La regola parla di quattro gocce poste sotto la lingua per qualche minuto, quattro volte al giorno, ma in realtà il loro utilizzo è assai più elastico: possono essere assunti anche più spesso, se ne sentiamo la necessità. Possono essere spruzzati nell’aria, oppure sugli indumenti, sul cuscino, sul piano della scrivania.
Dopo una lunga serie di esperimenti, Edward Bach compose il suo sistema terapeutico che si articola in 38 rimedi floreali, a cui aggiunse un trentanovesimo, il Rescue Remedy, un composto di cinque fiori, il cui scopo è duplice: da un lato, serve come rimedio d’apertura, per facilitare l’azione degli altri trentotto; dall’altro, viene consigliato per ogni stato di shock, per tutte quelle situazioni improvvise e dolorose, in cui l’individuo rimane mentalmente paralizzato, senza possibilità di prendere una decisione. E’, insomma, il raggio di luce nell’oscurità temporanea dell’anima.
I trentotto stati d’animo che possono essere stabilizzati grazie al rimedio corrispondente, possono essere interpretate come le facce di quel prezioso diamante che è la nostra anima: in essa, sono tutti presenti, ma solo alcuni di essi vengono evidenziati dalla difficoltà che stiamo vivendo. Questa, a sua volta, può essere interpretata come un espediente creato dall’Universo (o, per meglio dire, dalla parte di noi connessa con l’Universo) per offrirci una possibilità di evoluzione. La prima fase della cura mediante i Fiori di Bach prevede l’assunzione di Rescue Remedy per due settimane: questo permetterà di focalizzare i problemi della nostra anima in quel preciso momento.
La seconda fase si attua assumendo un composto realizzato con i fiori corrispondenti ai problemi messi in evidenza. E’ consigliabile aggiungere al composto anche il fiore corrispondente al segno zodiacale o costituzionale.













